IMPRUNETA – Siamo arrivati all’esodo estivo, quando i cantieri stradali si chiudono per limitare al minimo i disagi di chi si muove per le vacanze.
Ma c’è un tratto dell’Autopalio, per esattezza il viadotto “Terme” sulla Firenze-Siena in direzione Firenze, dove i lavori di riqualificazione e adeguamento sono stati bloccati già da diversi mesi: il cantiere è stato in parte smantellato, lasciando al suo posto il restringimento di carreggiata.
I pendolari del Chianti e del Senese passando chiedendosi il motivo di quel mezzo ponte “sventrato” da tempo, con i ferri sospesi e i disagi che si creano per il cambio di corsia.
Anas a maggio aveva risposto: “Gli interventi all’interno del cantiere sono temporaneamente sospesi per consentire una modifica del progetto iniziale, necessaria a superare difficoltà tecniche emerse durante la fase esecutiva dei lavori. L’aggiornamento del progetto è in fase di realizzazione”.
Sono passati più di due mesi da quella risposta e gli operai ancora non si sono rivisti a lavoro e, se i disagi per chi transita in quel tratto sono evidenti, adesso vanno sommati a quelli delle cinque famiglie che abitano a pochi metri dal cantiere, che si lamentano del rumore e delle vibrazioni causate in particolare dal passaggio dagli autotreni, specie quelli con il carico a vuoto che sobbalzano sull’asfalto non pari, al cambio di corsia.
"E’ diventata una cosa impossibile, non viviamo più dal rumore!", si sfoga una signora.
"E’ da ottobre 2017 che va avanti così – prosegue – Con questo caldo la notte siamo costretti a stare con le finestre aperte, in inverno ci salviamo perché abbiamo le doppie finestre, ma ora davvero è insostenibile. In alcuni momenti non si sente nemmeno la televisione. Il vero problema è il passaggio dei camion".
Continua la residente alzando la voce per farsi sentire: "Non si riesce a parlare con nessuno che ci dia risposte certe. Abbiamo pensato anche di rivolgerci a un avvocato".
"Non è tanto simpatico nemmeno passare sotto il ponte per venire a casa, ci sono tutti quei ferri scoperti! Pensi che quando è venuto a trovarci un nostro parente, si è spaventato dalle vibrazioni, pensava che scuotesse il terremoto".
di Antonio Taddei
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