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martedì 5 Maggio 2026
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    Fusione Barberino-Tavarnelle: quasi 200 a tavola in pineta… a sostegno del “Sì”

    Il percorso di chi sostiene l'essenzialità di far tornare uniti i due comuni che si separarono all'alba del Novecento

    BARBERINO VAL D'ELSA-TAVARNELLE – A fine pranzo c'è anche chi, sulla tovaglia di carta, prova a tracciare un "pronostico" sul referendum per la fusione fra Tavarnelle e Barberino Val d'Elsa che si terrà domenica 11 e lunedì 12 novembre.

     

    Sono stati quasi 200, fra tavarnellini e barberinesi, arrivati dai capoluoghi e dalle frazioni, a mettersi a tavola, domenica 23 settembre, nella Pineta di Barberino (super il pranzo cucinato dai "cinghialai" barberinesi) a sostegno del "Sì".

     

    I due sindaci, Giacomo Trentanovi e David Baroncelli, ex sindaci dei due comuni, assessori, ex assessori, rappresentanti del mondo dell'associazionismo, cittadini comuni.

     

     

    SINDACI – David Baroncelli e Giacomo Trentanovi

     

    Un modo per mostrare che c'è una vasta parte delle due comunità che vuol riannodare i fili di una storia interrotta all'alba del Novecento, con la separazione di Tavarnelle e la nascita dei due comuni.

     

    Una separazione anche traumatica (ci fu anche un morto) dal forte sapore di rivalsa: basta infatti guardare i due stemmi, praticamente uguali, con una tigre rampante al centro. Sopra a quella tavarnellina una fascia con scritto Libertas, a testimoniare… l'affrancamento che fu.

     

    Oggi però, a distanza di oltre un secolo, e con due Comuni che lavorano insieme da anni e anni, prima con le gestioni associate, poi con una Unione Comunale allargata in alcune parti a tutto il Chianti fiorentino, è tempo di riunire ciò che fu diviso.

     

    "PRONOSTICI" – Su tovaglia… post pranzo

     

    In quella che, si legge in un volantino diffuso sui tavoli, "è la positiva e naturale conclusione di un lungo percorso di collaborazione che ha avuto negli ultimi 15 anni una forte accelereazione e crescita di intentistà e contenuti".

     

    Si elenca: "Maggiore offerta di servizi, migliore organizzazione, nuove risorse finanziarie per investimenti strategici e per la realizzazione di importanti opere pubbliche…".

     

    Insomma, il fronte del "Sì" inizia a serrare i ranghi in vista del voto: che non dovrebbe (il condizionale di questi tempi rimane però sempre d'obbligo) riservare sorprese (per adesso il "No" pare in minoranza). Ma che in molti sperano sia un voto partecipato, in modo da legittimare ancora di più il risultato.

     

    Niente comunque qui viene dato per scontato: il pranzo di domenica è solo un altro tassello di un percorso che, via via che si avvicinerà la data del voto, vedrà grande attività da parte di molti. Che hanno deciso che… "Sì", è il momento di tornare uniti.

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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