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lunedì 4 Maggio 2026
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    Anpi Mercatale su Futuro Nazionale: “Il partito fondato da Vannacci fa di tutto per calcare le tracce del fascismo”

    "La retorica militaresca - ricordano dall'Anpi - l'identitarismo, lo spregio per il compromesso e il dialogo sono la strada maestra che porta alla fine della democrazia e alla guerra"

    MERCATALE (SAN CASCIANO) – L’Anpi(Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) di Mercatale, sezione XXV Luglio, esprime “posizioni critiche verso il movimento politico Futuro Nazionale, specialmente per le sue ideologie nazionaliste e razziste, posizioni spesso in contrasto con
    la Costituzione italiana”.

    Le esprime rivendicando “i principi di uguaglianza, libertà, solidarietà e ripudio della guerra”.

    “Dal fascismo storico – ricorda l’Anpi mercatalina – sono passati 81 anni e tutti siamo concordi che la storia non si ripete nelle stesse forme e sembianze: sarebbe folklore, anche se macabro”.

    “Ebbene – riprendono – il partito fondato da Vannacci fa di tutto per calcarne le tracce: le misure contrarie proposte verso le persone di etnie diverse, gli omosessuali, i disabili; “fate una Decima” e giù incrociando gli indici a formare la X. Vannacci precisa: “La X MAS, sì, ma quella fino al 1943″ non quella di Salò. Questi continui ammicchi al ventennio potrebbero far pensare a un’innocua messinscena”.

    “Il martellamento sui canali social – accusano – fatto in base a notizie di cronaca vere e false, orribili immagini generate dall’intelligenza artificiale , profili di odiatori seriali, anch’essi veri o falsi (troll), sono funzionali ad amplificare paura e ira repressa”.

    “Un diffuso e legittimo malcontento – aggiungono – un impoverimento generale tanto più grave quando subito dalle classi meno abbienti, creano opinioni volte a semplificazioni e soluzioni violente da indirizzarsi però contro i più indifesi, e preferibilmente contro coloro che sono ancora più poveri”.

    “La retorica militaresca – ricordano dall’Anpi – l’identitarismo, lo spregio per il compromesso e il dialogo sono la strada maestra che porta alla fine della democrazia e alla guerra. E questo funziona anche oggi e più di ieri, allora non si tratta più di innocue macchiette. Si ripropone in maniera più leggibile e diffusa la dannunziana “vittoria mutilata”, quella che sfruttando il risentimento dei reduci del 1918 e la miseria del popolo aprì le porte al consenso per la dittatura”.

    Poi, riportano alcune parole di Benito Mussolini tratte da un discorso del 1920 fatto a Trieste riferito al confine orientale: “… Quella gente si vergogna, per esempio, se gli emigranti italiani distribuiscono qualche generosa coltellata: ma tutto questo è un modo molto brillante di dimostrare che gli italiani non sono vigliacchi né rammolliti e che hanno il mezzo di difendere l’italianità quando i consoli non sanno difenderla… . E questo bisogna ripetere qui dove stanno ai nostri confini tribù più o meno abbaianti lingue incomprensibili e che pretenderebbero soltanto perché sono in tanti di sopprimere e soppiantare questa nostra meravigliosa civiltà che ha resistito due millenni e si prepara a resistere il terzo”.

    Infine, tracciano quelle che identificano come “eventuali analogie” prendendo un passaggio del Manifesto di Futuro Nazionale: “L’Italia è una polveriera pronta a deflagrare. È un Paese in trepidante attesa, colmo di energia trattenuta: forza compressa, talento umiliato, merito non riconosciuto, orgoglio ammansito. Esiste una parte viva, vasta e profonda della cittadinanza che non si riconosce più in una dialettica timida, fatta di tinte spente e volti smorti, di braccia basse e calici annacquati, di linguaggi misurati e vie di mezzo”.

    “Nel 1938 il fascismo proclamò le leggi razziali – concludono dall’Anpi mercatalina – nel 1940, l’entrata in guerra”.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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