GRASSINA (BAGNO A RIPOLI) – "Il problema ambientale della gestione dei rifiuti è sempre più rilevante. E nessuno ci salverà, se non cambieremo i nostri comportamenti e le nostre politiche, partendo da casa nostra e dal nostro comune, Bagno a Ripoli".
A dirlo è la lista civica Cittadinanza Attiva, che si candida con Sonia Redini a governare il Comune il prossimo 26 maggio.
"Non c'è dubbio – ammettono – che cambiare le abitudini comporta qualche criticità, e se il servizio di raccolta non è ben organizzato la reazione di una comunità può legittimamente raggiungere livelli di negatività importanti. Ma i vantaggi possono essere molti, da quelli ambientali fino al risparmiare sulla bolletta tramite sistemi di tariffazione puntuale che fanno pagare in base al ritiro dell’indifferenziata".
Giovedì 9 maggio se ne parlerà (a partire dalle 21) alla casa del popolo di Grassina con Rossano Ercolini (presidente di Zero Waste Europe, vincitore del Goldman Environmental Prize 2013, Nobel alternativo per l’ambiente), che spiegherà come una rivoluzione ecologica sia possibile e alla portata di tutti, in dieci semplici passi.
"Vi aspettiamo – è l'invito di Cittadinanza Attiva – perché ridurre i rifiuti è possibile, ed è una sfida che può essere realizzata riappropriandosi dell’idea di un consumo consapevole, ecologico, rispettoso: riducendo gli sprechi (o penalizzandoli, attraverso specifiche tasse), riprogettando gli imballaggi dei prodotti che consumiamo e gli impianti industriali per prolungare la vita degli oggetti che utilizziamo, riconsiderando la nostra idea di discarica, non più come luogo perduto per sempre ma come un terreno che, attraverso una sapiente bonifica, può essere ancora utile.
"Nei prossimi venticinque anni – ha scritto su La Stampa Rossano Ercolini – in Europa il fabbisogno di materie prime-seconde aumenterà del 75%. Il rischio è che l’industria manifatturiera europea dovrà acquistare queste materie altrove, divenendo meno competitiva e accentuando ancora di più i processi di delocalizzazione. Se vogliamo essere competitivi, queste materie dobbiamo estrarle dal cassonetto e promuovere produzioni pulite che riducano al minimo gli sprechi di materia e di energia".
"Quindi – conclude Cittadinanza Attiva – si può vivere senza mandare tonnellate di rifiuti in inceneritori o in discarica, azzerando l’inquinamento che da essi deriva e non immettendo microplastiche nei mari? La risposta di Cittadinanza Attiva è sì, e per questo da tempo chiede che i rifiuti siano considerati un bene comune, che si vada verso una loro gestione pubblica, senza inceneritori, privilegiando la riduzione dell’impatto ambientale rispetto all’utile economico di società private".
di Redazione
© RIPRODUZIONE RISERVATA

























