Da Mondeggi una lettera aperta a Francesco Casini e Dario Nardella

"Reiteriamo con forza la richiesta di iniziare un percorso di dialogo che consenta un confronto"

BAGNO A RIPOLI – Lettera aperta da parte della comunità di Mondeggi ai sindaci uscenti (e ricandidati per il secondo mandato) Francesco Casini di Bagno a Ripoli e Dario Nardella di Firenze (nonché sindaco della Metrocittà di Firenze).

 

La riceviamo e, qui sotto, la pubblichiamo.

 

All'inizio di questo documento riteniamo importante riassumere velocemente gli accadimenti che si sono succeduti nell'ultimo mese e mezzo in merito alla vicenda di Mondeggi, che dimostrano meglio di qualsiasi altra parola lo stato di incertezza progettuale in cui versano gli enti gestori della tenuta.

 

Lo scorso primo marzo si è compiuto l'ultimo fallimento della politica della Città Metropolitana in merito al destino di Mondeggi: l'asta che metteva in vendita l'intera tenuta è andata deserta.

 

Dopo poche ore – con estrema sollecitudine – la Città Metropolitana ha fatto uscire un comunicato stampa in cui si diceva che “la Città Metropolitana di Firenze porta avanti una decisa azione di valorizzazione del suo patrimonio… .in questa prospettiva si colloca anche la valorizzazione, con ulteriori opportunità, dell’ex azienda agricola di Mondeggi… la Metrocittà segue scrupolosamente tutte le procedure previste dalla legge tenendo conto al tempo stesso delle legittime istanze che vengono presentate dai diversi soggetti presenti sul suo territorio, alle quali viene attribuito molto valore”.

 

Quasi a fine mese esce poi la notizia che all'interno del Documento Unico di Programmazione triennale della Città Metropolitana, Mondeggi non compare più tra i beni da alienare.

 

E' facile capire come tale notizia si sia velocemente diffusa, suscitando entusiasmo in chiunque ha a cuore la vicenda di Mondeggi e dei mondeggini.

 

A raffreddare gli entusiami viene diffusa pochi giorni dopo un'intervista dell'assessore al patrimonio Benedetta Albanese che – tra l'altro – dice che nell'ultimo consiglio metropolitano “si prende atto che la vendita all’asta in un unico lotto della tenuta di Mondeggi non è andata a buon fine e quindi questo atto viene tolto dagli indirizzi programmatici”.

 

Quindi, la tenuta di Mondeggi potrebbe essere rimessa in vendita “tutta insieme o per lotti o seguendo il nuovo regolamento per la valorizzazione dei beni comuni al quale stiamo lavorando e che spero sia pronto entro luglio, prima del nuovo aggiornamento al Dup che conterrà nuovi indirizzi anche per Mondeggi… . Politicamente dovremo rivalutare la situazione, tenendo conto di tutti gli interessi del territorio, ma non intendo gli occupanti abusivi, e stabilire nuovi indirizzi. Possono aprirsi nuove e diverse modalità. Vedremo se il patrimonio di Mondeggi può rientrare totalmente o parzialmente in questo nuovo strumento normativo”.

 

Da quanto riportato emerge chiaramente che la Città Metropolitana – e in analogia anche il Comune di Bagno a Ripoli – ad oggi non riescono ad immaginare per Mondeggi un futuro diverso dalla vendita totale o parziale, nonostante l'importante collezione di bandi di vendita andati deserti che sono riusciti ad accumulare.

 

Per contro, la Comunità di Mondeggi ha da sempre ben chiaro il destino della tenuta, il cui sviluppo progettuale sia dal punto di vista agricolo che dell'innovazione sociale deve necessariamente passare dal preventivo riconoscimento di Mondeggi come un bene comune a servizio della collettività.

 

Nonostante le numerose porte sempre trovate chiuse, non abbiamo mai smesso di chiedere l'inizio di un dialogo con Città Metropolitana e Comune per illustrare i nostri progetti e per esplorare la possibilità di dare insieme un futuro a Mondeggi diverso dalla vendita.

 

Per poter favorire questo percorso, ci siamo da poco dotati anche di un comitato di scopo (“Comitato di Mondeggi Bene Comune”) dotato di regolare codice fiscale, che si pone come interfaccia dialogante fra la Comunità di Mondeggi e gli enti pubblici.

 

E' importante mettere in evidenza che tale comitato raggruppa al suo interno, oltre a cittadini interessati al futuro di Mondeggi, anche un buon numero di associazioni, cooperative, comitati del territorio ripolese e fiorentino, che vedono in Mondeggi il luogo ideale ove sviluppare i propri progetti.

 

Lo statuto del comitato – inoltre – chiarisce bene quali siano gli scopi da raggiungere.

 

1. Favorire l'istituzione di uno o più tavoli di dialogo con gli enti pubblici

 

2. Promuovere la gestione di Mondeggi come bene comune ed impedirne la privatizzazione.

 

3. Promuovere la solidarietà al posto della concorrenza.

 

4. Sviluppare la giustizia sociale, l’uguaglianza e la reciprocità dei diritti.

 

5. Impegnarsi per affermare l’utilizzo sostenibile delle risorse naturali.

 

6. Contribuire a promuovere la salute dei produttori e dei consumatori, la salvaguardia e l’incremento della biodiversità e della fertilità dei suoli.

 

7. Assumere come obiettivo e come metodo l’utilizzo di forme di finanza mutualistica e solidale e di pratiche di scambio di baratto.

 

8. Cooperare con le associazioni che sostengono l’esperienza di Mondeggi Fattoria senza Padroni.

 

9. Sviluppare attività formative rivolte alla buone pratiche per la innovazione agricola collaborando con esperienze nazionali ed internazionali.

 

10. Promuovere percorsi partecipativi attraverso iniziative e assemblee pubbliche.

 

Considerato tutto quanto sopra esposto, anche in prospettiva della prossima scadenza elettorale, reiteriamo con forza la richiesta di iniziare un percorso di dialogo che consenta un confronto – senza pregiudizi reciproci – su un futuro per la tenuta di Mondeggi diverso dalla vendita, al fine di assicurare la conservazione del bene per le future generazioni e di realizzare una redditività sociale a lungo termine per tutto il territorio.

di Redazione

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