BAGNO A RIPOLI – In attesa dell'inizio degli scrutini delle elezioni amministrative, previsto per le 14 di oggi, Potere al Popolo, che candida a sindaco Antonio Matteini, riflette sulla campagna elettorale che ha portato al voto di ieri, domenica 26 maggio.
"Facile – dicono da Pap – fare campagna elettorale senza rispettare la legge, con una paccata di soldi e da una posizione di forza dalla quale ci si può fare belli con il reportage delle cose fatte, tralasciando il modo in cui sono state fatte e quelle non fatte".
"Ma perché affermiamo senza rispettare la legge? Non è stato Potere al Popolo – rimarcano -ad affiggere manifesti elettorali al di fuori degli spazi consentiti, mettendo in bella vista dalla vetrina della sede del proprio comitato elettorale la foto formato gigante del proprio candidato sindaco con esplicita indicazione al voto".
"Si tratta – proseguono – della violazione dell'art. 1 della L. 212 del 1956 che dispone che "non sono ammissibili affissioni e scritte di propaganda fuori dagli spazi consentiti. Rientrano pertanto nel divieto le esposizioni di manifesti elettorali affissi alle vetrine dei comitati elettorali e chiaramente visibili dalla pubblica via , così come l’ installazione in luogo pubblico, compresi i gazebo aperti, di tabelloni di contenuto propagandistico concernenti direttamente temi di discussione elettorale, compresi quelli piazzati nelle adiacenze di tavoli o banchetti. Il Sindaco provvederà a far defiggere o imbiancare con la massima tempestività il materiale che interessi direttamente o indirettamente la campagna elettorale, ind ebitamente affisso in posti differenti dagli appositi spazi oppure negli spazi stessi, da parte di chi non vi abbia titolo. Le spese sostenute dal Comune per la rimozione sono a carico dell’esecutore materiale dell’affissione e del committente responsabile , secondo la normativa vigente". In pratica il sindaco uscente avrebbe dovuto multare se stesso!".
"Inoltre – continuano – il sindaco uscente ha fatto sostare per tutta la notte e per più notti la sua apina elettorale in luoghi pubblici, visibile da tutti. Anche questo comportamento costituisce una violazione, quella dell'art. 7 della L. 512/1956 che stabilisce: "Le riunioni di propaganda elettorale organizzate avvalendosi di apparecchiature amplificatrici montate su appositi veicoli ed usate stando il veicolo fermo potranno avereuna durata massima di mezz’ora ed essere tenute, nella stessa giornata , in luogo distantealmeno 500 metri dalla sosta precedente e sempreché nelle vicinanze non siano in corsoaltre analoghe riunioni di propaganda elettorale, che potrebbero essere disturbate"".
"Infine – rimarca il candidato sindaco Antonio Matteini – ed è la cosa a mio avviso più grave, si è fatto uso di eventi pubblici a fini elettorali. In molti si sono infatti interrogati sulla necessità di procedere alle molteplici inaugurazioni che si sono susseguite nelle ultime settimane di luoghi pubblici ancorché non completamente finiti di sistemare. Eppure l'art 9 della stessa legge stabilisce che "dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni". Ci si chiede in cosa risieda allora l'indispensabilità della inaugurazione di luoghi pubblici ancora da finire di sistemare".
"Ed infine – conclude – riportiamo anche quanto è avvenuto nella mattina di domenica 26 maggio al circolo dell'Antella. dove il Pd ha effettuato la campagna per il tesseramento 2019 in luogo aperto al pubblico, frequentatissimo e non troppo distante da un seggio elettorale. La legge stabilisce che negiorno destinato alla votazione (domenica 26 maggio) è altresì vietata qualunque forma di propaganda elettorale entro il raggio di 200 metri dall’ ingresso delle sezionielettorali (art. 9, comma 2, della L. n. 212 del 1956). In questo caso siamo al limite della violazione ma la politica è anche e soprattutto dare il buon esempio non fare i furbetti . Alcune di queste violazioni sono poi imputabili anche ad altre formazioni politiche perché probabilmente il pensiero dominante è quello che in politica si possa fare qualunque cosa senza rispetto per la legge e per gli avversari. Se questo è il comportamento in campagna elettorale quale potrà allora essere quello che terranno quando saranno seduti sullo scranno del consiglio comunale?".
di Redazione
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