ANTELLA (BAGNO A RIPOLI) Festeggiano sessant’anni di matrimonio Gino Vergioli e Marina Pacini. Si sono sposati il 3 giugno del 1957.
Gino, nato a Dicomano nel 1928 e Marina, proveniente da una famiglia di contadini di via Montisoni (poco fuori l’Antella) celebrano le loro nozze di diamante. Ci accolgono nella loro casa all’Antella, piena di fotografie, di ricordi di una vita passata insieme.
“La mia era una famiglia povera – racconta Gino – si faceva la fame e spesso si andava a letto senza cena”.
“Nel 1935 – ricorda – quando fu fatto l’asfalto sulla strada Firenze – Forlì, noi ragazzi andavamo nel fiume a prendere i sassi e ci pagavano. Così a sette anni guadagnai i primi soldi”.
Poi la famiglia si trasferisce a Londa. Il babbo di Gino trova un podere e iniziano a fare i contadini. “Io, ragazzo di paese – prosegue Gino – mi trovai a badare le pecore che non sapevo nemmeno come si facesse. Comunque fra polenta, castagne e fagioli qualcosa si mangiava”.
A dodici anni Gino va a fare il calzolaio, a quattordici il muratore e poi il boscaiolo. Qualche anno dopo i Vergioli traslocano a Rignano sull’Arno e successivamente a Villamagna. È in questo periodo che Gino e Marina si incontrano.
“Mi piaceva andare a ballare”, dice Gino. Ed è al ballo della Festa dello Sport a Candeli che Gino e Marina si conoscono. Il 15 gennaio 1955.
Ricorda Marina: “A ballare, fino a 21 anni, noi ragazze non ci mandavano. Così quando conobbi Gino non sapevo ballare e gli pestavo i piedi”. Si fidanzano e nel 1957 si sposano.
Il matrimonio è semplice. Cerimonia a Santissima Annunziata, a Firenze, con pochi parenti e amici. Colazione alla stazione con brioche e cappuccino e poi via per il viaggio di nozze: Sanremo, Montecarlo e Nizza.
Giovani sposi, si stabiliscono all’Antella. Intanto, dal 1955, Gino lavora come levigatore di pavimenti, mestiere che fa per vent’anni, fino a quando, infortunato, deve cambiare. Fatto un concorso, entra bidello al Liceo Machiavelli. Marina impara a cucire e fa la sarta.
Ma è la passione per la fotografia che regala le soddisfazioni più grandi. Passione che il Vergioli porta avanti tutta la vita, per cinquant’anni. Collabora con foto e video riprese anche con Teleregione, Video Firenze e la RAI. Si scopre anche pittore e in casa sua si possono vedere decine di quadri realizzati nel corso degli anni.
“Sessantadue anni che ci conosciamo, sessanta che siamo sposati – dicono in coppia – abbiamo avuto tre figlie: Morena, Sonia, Monia. E poi cinque nipoti”. “Ci siamo aiutati a vicenda – concludono – ci siamo trovati bene”.
Il 3 giugno sono sessant’anni di matrimonio. Gino e Marina festeggeranno in famiglia con figli e nipoti.
Auguri, per queste nozze di diamante, anche da tutta la redazione del Gazzettino del Chianti.
di Stefano Casprini
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