“Una cambiale in bianco per la Asl”. Il sindacato autonomo convoca un’assemblea generale

PONTE A NICCHERI (BAGN A RIPOLI) – Definiscono senza mezzi termini "una farsa" l'accordo sindacale siglato lunedì 22 settembre (clicca qui per leggere l'articolo), fra la direzione dell’Azienda sanitaria di Firenze e le Rsu e le organizzazioni sindacali rappresentative del comparto (Cgil Fp, Cisl Fps, Uil Fpl), relativo alla quinta unità ostetrica presso l'ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri.

 

"Il 22 settembre – dicono – si è tenuto presso la direzione aziendale l’incontro richiesto dalle ostetriche dell’OSMA e dal Cobs sul quale era stata aperta da oltre 40 giorni una dura  vertenza, ignorata fino a ieri da Cgil, Cisl e Uil e dalla loro rappresentanza in Rsu e osteggiata dall’azienda". 

 

"La vertenza – ricordano – chiedeva: di porre fine alla precarizzazione assistenziale della maternità, il reintegro dell’unità ostetrica sottratta di notte al fine di garantire una assistenza sicura, qualificata e  adeguata nella fase di degenza madre/bambino, pronto soccorso e urgenza, un corretto utilizzo della pronta disponibilità, la quale non poteva essere più utilizzata per sopperire alle unità sottratte un adeguamento reale degli organici, integrando le ostetriche mancanti e mai sostituite".

 

"Le ostetriche tutte unite – proseguono i Cobas – chiedevano inoltre di contrastare il progressivo snaturamento di un reparto che ha sempre puntato sull’umanizzazione di tutto il percorso nascita. Ma cosa è successo al tavolo con la direzione aziendale? Qual’è stato il coupe de theatre che ha convinto i confederali a sottoscrivere un accordo con l’azienda, senza sottoporre i contenuti del medesimo ad una consultazione vincolante così come sostenuto dai Cobas?".

 

"Si sono davvero rappresentate – chiedono – le istanze delle ostetriche o si è fatto un baratto, una svendita o un misero ricatto?  Grazie solo alla lotta delle ostetriche e alla loro determinazione e all’iniziative dei Cobas l’azienda ha dovuto capitolare sulla quinta unità. In cambio Cgil, Cisl e Uil hanno convenuto di dare il via alla apertura del Punto Nascita Aziendale (?) e di prevedere perciò la revisione del modello organizzativo vigente. Solo a questa condizione la direzione ha concordato il ripristino della quinta unità di notte. Una apertura di credito non meritata, visto che la dirigenza ha gestito la maternità in modo autoritario e arrogante".

 

"Perché l’Azienda – chiedono i Cobas – non ha presentato per iscritto al tavolo di confronto il nuovo modello organizzativo, i tempi per la sua realizzazione e le risorse necessarie, le turnazioni e gli orari? Perché vincolare il reintegro dell’unità sottratta al futuro Punto Nascita? Perché si è messa in essere una modalità poco trasparente di scambio alla meno? E perché scippare le istanze delle ostetriche senza verificarne la loro volontà?".

 

"Di fronte ad una trattativa farsa – concludono – in cui non c’è stata alcuna tenacia e perseveranza da chi impropriamente ha sottoscritto un protocollo che è una pericolosa cambiale in bianco verso l’azienda e con il quale in modo autoritario si cerca di modificare la rappresentanza sindacale  delle ostetriche che avevano scelto proprio i Cobas per essere rappresentate,  la Rsu Cobas organizza una assemblea generale delle ostetriche, lunedì 29 settembre (13.30, terzo piano OSMA stanza sindacale), nella quale saranno valutate le iniziative da intraprendere nei confronti dell’azienda e di un accordo confederale che non ha niente della articolata piattaforma sindacale approvata dalle ostetriche".

di Redazione

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