BAGNO A RIPOLI – Avrete visto spesso sulle pagine del Gazzettino del Chianti degli articoli su eventi in territorio ripolese (nel capoluogo come a Grassina, all'Antella e nelle altre frazioni), il cui ricavato andava a sostegno delle cure per la piccola "Margherita" (il nome è stato scelto di fantasia fin dall'inizio per tutelare al massimo possibile la privacy della bimba).
Molti di voi avranno anche partecipato: a cene, aperitivi, spettacoli teatrali, raccolte fondi, le più varie iniziative (in foto il volantino di una delle tantissime) che avessero come fine ultimo questo nobilissimo scopo.
Ed ecco che oggi i genitori di "Margherita" hanno sentito il bisogno di scrivere una lettera aperta per ringraziare i tantissimi che hanno dimostrato (e, siamo sicuri, dimostreranno) questa splendida vicinanza. Lettera che ci onoriamo di pubblicare qui sotto.
Siamo i genitori di “Margherita” (il nome è di fantasia) ragazzina del comune di Bagno a Ripoli affetta da una malattia “rara” neurodegenerativa, l’Atassia di Frederick, per la quale attualmente non esiste una terapia in grado di fermare o almeno rallentare la progressiva degenerazione.
Esistono delle terapie sperimentali, non riconosciute dalla scienza medica, ma non avendo alternative abbiamo deciso di tentare.
Queste cure sono molto costose e solo con il nostro lavoro non potevamo farcela a sostenere le spese. Ed è cosi che è nata una catena di solidarietà che ci ha permesso di iniziare e continuare con queste terapie.
Con questa lettera vogliamo ringraziare tutti coloro che ci hanno aiutato e ancora ci stanno aiutando, ognuno con le proprie possibilità ed iniziative.
Vogliamo ringraziare le istituzioni, le associazioni, i comitati, i commercianti, le compagnie di spettacolo, le strutture private, gli amici, i conoscenti, i colleghi di lavoro e tante, tantissime persone a noi sconosciute.
Senza di voi noi non ce la faremo mai a tentare qualsiasi terapia che si possa presentare con la speranza di offrire un futuro almeno decente a nostra figlia .Grazie di cuore a tutti.
I genitori di “Margherita”
di Redazione
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