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giovedì 30 Giugno 2022
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    Sospensioni e lavori per chi ha chiuso la scuola con i lucchetti e compiuto atti vandalici

    Puliranno il giardino da cicche e cartacce oppure imbiancheranno le aule. Potrebbero essere queste le punizioni dei ragazzi dell'istituto superiore "Gobetti-Volta" di Bagno a Ripoli che giovedì mattina hanno sbarrato le porte con sedie e bastoni, per più di un'ora. Saranno i loro professori durante i consigli di classe a decidere quale provvedimento disciplinare adottare.

     

    La proposta della preside che chiederà una punizione uguale per tutti sarà la sospensione, ma con obbligo di frequenza per completare il trimestre. Nel pomeriggio però gli studenti potrebbero essere impegnati in alcuni lavoretti da fare a scuola. In sedici sono stati convocati con i genitori dalla preside, Clara Pistolesi: “Il nostro è un ruolo di educatori, vorrei riflettessero sull'atteggiamento aggressivo che hanno avuto”.

     

    Intanto i fatti, come spiega nel dettaglio un comunicato pubblicato sul sito web dell'istituto: un piccolo gruppo di studenti, all'incirca una ventina, che aveva occupato da martedì i locali della scuola, ha chiuso dall'interno gli accessi ai locali dell'Istituto, impedendo l'ingresso al personale della scuola e a tutti gli studenti.

     

    È stato richiesto l'intervento delle forze dell'ordine, i carabinieri sono arrivati quando la situazione era già stata sbloccata perché alcuni professori erano riusciti ad entrare da un ingresso secondario. Una volta riaperti gli ingressi, tutti gli studenti sono entrati nell'edificio e le lezioni si sono svolte regolarmente.

     

    “I docenti e la dirigenza esprimono ferma condanna nei confronti di una esigua minoranza che, dietro presunte motivazioni ideologiche, da più giorni tenta di interrompere il regolare svolgimento delle attività esercitando in più occasioni violenza verbale e fisica. Nei confronti di questi studenti verranno presi provvedimenti disciplinari. Nel contempo si esprime vivo apprezzamento verso la quasi totalità degli studenti che non ha mancato anche in questa circostanza di dimostrare senso di responsabilità e amore per lo studio. Le famiglie e l'intera comunità sono invitate a riflettere su quanto accaduto”, si legge sul sito della scuola.

     

    L'occupazione era iniziata martedì sempre con uno sbarramento degli ingressi: lucchetti alle porte del Volta e del Gobetti e primo intervento dei carabinieri. Da quel momento era partita l'occupazione della scuola ripolese che avrebbe incluso un mercatino di oggetti artigianali fatti dai ragazzi per raccogliere fondi a favore della scuola, incontri e flash mob.

     

    La protesta però ha significato anche qualche vetro rotto e atti di vandalismo. Dal bar della scuola sono stati rubati dei contanti, bottiglie d’acqua, casse di aranciata e coca cola; sono scomparsi degli estintori e il distributore automatico al Volta è stato scassinato. I ragazzi spiegano che sono stati degli esterni a fare quei danni ma che tramite una colletta li risarciranno.

     

    Davanti all'occupazione della scuola gli uffici dello sviluppo locale del Comune hanno deciso di rinviare la manifestazione "Artigiani in fabbrica", la mostra mercato dell’artigianato ripolese quest'anno si doveva svolgere nel plesso scolastico.

     

    “Avevamo in programma incontri con gli studenti, dimostrazioni, come quella del liutaio – spiega dispiaciuto il vicesindaco Alessandro Calvelli – ma abbiamo visto la situazione e abbiamo preferito non creare problemi alla preside. La mostra si farà, non sarà possibile rinviarla ai prossimi fine settimana, serve più preavviso per avere la partecipazione di un buon numero di artigiani. Ma presto comunicheremo una nuova data”.
     

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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