Pio Fedi e Ennio Cocchi: due centenari… nel Cimitero Monumentale

Sepolti all'Antella, lo scultore e il pittore vengono ricordati e celebrati anche con visite guidate

ANTELLA (BAGNO A RIPOLI) – Ricorrono in questo periodo i 200 anni dalla nascita dello scultore Pio Fedi e i 100 anni dalla nascita del pittore antellese Ennio Cocchi, i quali saranno ricordati prossimamente grazie alla Misericordia di Santa Maria all’Antella e all’attento e meticoloso interessamento dello storico del territorio Silvano Guerrini.

 

Entrambi gli artisti infatti sono sepolti nel nostro sorprendente Cimitero Monumentale. Per ricordare Ennio Cocchi sono state organizzate due visite guidate, per rivedere i suoi numerosi mosaici che si trovano all’interno del cimitero: domenica 11 ottobre e domenica 22 novembre (per chi volesse partecipare ore 9.30 con ritrovo direttamente all’ingresso del cimitero).

 

"Nato con avversa sorte, ma coll’impronta del genio, a Viterbo il di 25 giugno1815, moriva a Firenze sua patria adottiva, la città artistica per eccellenza, l’ultimo giorno di maggio del 1892".

 

Queste le parole sull’epigrafe della tomba di Pio Fedi nella Galleria San Zanobi del nostro cimitero, per la quale scolpì un medaglione che lo ritrae, visibile ancora oggi.

 

"La sua data di nascita – racconta Silvano Guerrini – che recenti studi avvalorati dal ritrovamento dell’atto di battesimo anticipano al 7 giugno, è il solo punto di contatto tra Pio Fedi e Viterbo, città verso la quale, mal ripagato, si rese disponibile quando era artista affermato".

 

"Ancora bambino infatti – spiega Guerrini – dovette lasciare la città con la famiglia, che lo portò a Arezzo, Firenze e Parigi. A Firenze fu allievo dello scultore Lorenzo Bartolini (1777-1850) presso l’Accademia delle Arti. Nei suoi numerosi viaggi soggiornò a Vienna e a Roma, dove frequentò l’Accademia di San Luca come allievo dello scultore Pietro Tenerani (1789-1869)".

 

Non tutti sanno però che nel 1872 Pio Fedi acquistò una villetta a San Donato in Collina, costruita a ridosso della colonica del podere Gamberaia di sotto, al bivio della strada che sale a Fontesanta.

 

Il 31 maggio 1892 lo scultore morì nel suo studio di via De’ Serragli a Firenze, nel soppresso Monastero di Santa Chiara, studio che lasciò in legato alla città di Firenze (con tutti gli strumenti di lavoro, molte opere e alcuni modelli), e fu tumulato nel Cimitero Monumentale della Misericordia di Antella.

 

Di lui vanno ricordate a Firenze le statue dell’architetto e scultore Nicola Pisano e quella del botanico, medico e anatomista Andrea Cesalpino collocate nel Loggiato degli Uffizi; il Ratto di Polissena nella Loggia de’ Lanzi; il Monumento di Manfredo Fanti in piazza San Marco; la statua della Libertà della Poesia che fa parte del drammaturgo Giovanni Battista Niccolini in Santa Croce.

 

A quest’opera si ispirò il francese Frédéric Auguste Bartholdi per la gigantesca statua della Libertà che illumina il mondo, donata dalla Francia agli Stati Uniti nel 1886 per essere collocata nella baia di Manhattan a New York. 

 

"Credo sia giusto commemorare questi due artisti –  continua Guerrini – che in modi diversi hanno avuto importanza per l’Antella e che hanno lasciato i loro bei lavori nel nostro importante cimitero, che come ormai sappiamo è ricco di opere d’arte notevoli e di sepolture illustri".

 

"A cento anni fa – sottolinea – risale la nascita del pittore Ennio Cocchi, che in molti ricordano con affetto e stima per la sua grande professionalità. Nacque il 16 settembre 1915 a Firenze e ancora giovanissimo frequentò lo studio dell’incisore Emilio Mazzoni Zarini e nel 1929 si iscrisse all’Istituto Statale d’Arte di Porta Romana, dove fu allievo del pittore Gianni Vagnetti, quindi studiò all’Accademia delle Arti del Disegno diplomandosi nel 1937. Dopo il matrimonio si stabilì all’Antella nel 1960, dove trasferì il suo studio conservando il suo carattere schivo e riservato".

 

Conosciuto soprattutto per la pittura a olio con nature morte e paesaggi, Cocchi si dedicò anche ad altre tecniche artistiche, ottenendo premi e riconoscimenti.

 

Sue opere si trovano in importanti musei come la Galleria d’Arte Moderna di Firenze, nella chiesa di Nostra Signora del Carmelo di New York, del 1955 è la Madonna con Bambino del Tabernacolo di via del Campuccio a Firenze, ma sue opere si trovano anche in collezioni private in Italia, Francia, Germania, Polonia.

 

Morto a Pisa il 25 agosto 1987 è sepolto nel nostro cimitero per il quale ha lavorato tra il 1980 e il 1987 a ben 35 mosaici a soggetto religioso, tratti da episodi del Vecchio e del Nuovo Testamento.

 

Silvano Guerrini vi guiderà dunque (le domeniche dell’11 ottobre e del 22 novembre) alla scoperta di questi tesori misconosciuti del Cimitero Monumentale di Antella, spiegandovi i dettagli di questo grande artista antellese e molte altre curiosità e notizie.

di Cecilia Barbieri

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