“Un numero verde per aumentare l’attenzione alla sicurezza sul lavoro”

Ad avanzare la proposta anche a Bagno a Ripoli la capogruppo di Cittadinanza Attiva, Sonia Redini

BAGNO A RIPOLI – “Una richiesta relativamente semplice, ma decisamente importante, a tutela di quelle persone che rientreranno al lavoro fra pochi giorni: l’attivazione di un numero verde dedicato alla sicurezza sui luoghi di lavoro”.

Sonia Redini, capogruppo in consiglio comunale della lista Cittadinanza Attiva, presenta così l’iniziativa, promossa qualche giorno fa, dal consigliere della Città Metropolitana, Enrico Carpini, “e sottoscritta da molti consiglieri e sindaci, a cui vogliamo dare il nostro sostegno”.

“Presenteremo in consiglio comunale – annuncia – appena sarà possibile, una mozione, per impegnare il sindaco a chiedere alla Città Metropolitana di istituire un numero verde, per fornire informazioni e assistenza sulla normativa per il controllo del rischio e delle condizioni di sicurezza e per chiedere i controlli, che la legge prevede, laddove tali condizioni non vengano garantite”.

“Il tema della sicurezza di chi lavora – rimarca Redini – nell’emergenza Covid-19 più che mai, è delicato e richiede un’attenzione specifica. La Città Metropolitana ha un tavolo dedicato alle situazioni collegate all’ambito del lavoro. Il numero verde sarebbe uno strumento utile, con la garanzia dell’anonimato, a disposizione dei lavoratori per segnalare condizioni di rischio e potrebbe essere messo in piedi senza grandi spese, utilizzando il personale già presente, in Città Metropolitana, anche prevedendo forme di lavoro agile per chi risponde e poi filtra le segnalazioni a chi di competenza (Asl e altri)”.

“Il Prefetto di Firenze – ricorda Redini – e il presidente Rossi avevano già manifestato preoccupazione per la ripartenza di tante aziende con la sola autocertificazione. Visto che le attività produttive erano state sospese con urgenza, attraverso i DPCM, proprio per tutelare la salute dei lavoratori e della collettività tutta, la progressiva ripresa dovrà essere accompagnata da un piano di monitoraggio, che metta nella giusta considerazione anche la protezione della salute di chi lavora. Potersi rivolgere ad un numero verde dedicato potrebbe essere parte di questo piano”.

“Nel tessuto produttivo locale – dice ancora Redini – ci sono soprattutto piccole e medie imprese ed abbiamo già avuto esempi, in tempi recenti, anche in territorio ripolese, di quanto sia difficile per le rappresentanze sindacali poter svolgere il proprio ruolo o mettersi in contatto con tutti i lavoratori. Perciò, chiederemo al sindaco, che ha la responsabilità della condizione di salute della comunità sul territorio, insieme alla Asl, di attivarsi per l’istituzione del numero verde, in Città Metropolitana, anche per dare un segnale, importante, nel mettere le istituzioni a disposizione di chi lavora e ha diritto di farlo in sicurezza”.

“Questo – conclude – ai nostri occhi, è un modo, piccolo ma concreto, per non mettere lavoro e salute su piani contrapposti e festeggiare, con dignità, il Primo maggio”.

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