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domenica 24 Maggio 2026
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    Cosa faresti se scoprissi che in casa tua vive un mostro? Lo racconta “Temptation” al teatro di Ponte a Ema

    Con Bettina Bracciali, Chiara Foianesi, Sara Toti, Marco Bartolini verrà messo in scena sabato 30 e domenica 31 maggio al teatro del circolo di Ponte a Ema. La presentazione, come prenotarsi

    PONTE A EMA (BAGNO A RIPOLI) – Cosa faresti se scoprissi che in casa tua vive un mostro?

    Una riflessione terribile che apre scenari inquietanti, proprio come lo è la storia d’amore, di violenza e delusione raccontata in “Temptation” della drammaturga Asha Komarovskaia.

    La rappresentazione con Bettina Bracciali, Chiara Foianesi, Sara Toti, Marco Bartolini verrà messa in scena sabato 30 e domenica 31 maggio al teatro del circolo di Ponte a Ema in via Chiantigiana 113, per informazioni e prenotazioni telefonare al numero 3807131593.

    “Anna ama la sua famiglia e vuole che siano felici e al sicuro, idealmente vicino a lei. Ma sua sorella sta per partire per l’Australia con il suo strano fidanzato russo, noncurante che suo figlio trascorra le sue giornate in miserabile solitudine nella sua stanza. Riuscirà Anna ad aiutarli entrambi a trovare la loro felicità?”.

    Il regista Marco Bartolini presenta così lo spettacolo che ha l’obiettivo di porre ancora una volta l’attenzione ad un tema sempre tristemente attuale.

    “L’invisibilità dei traumi psicologici, la normalizzazione della violenza maschile, la figura della vittima imperfetta e la zona grigia del consenso revocato – tiene a spiegare il regista – così come il rifiuto di accettare la verità e di vedere il mostro in una persona cara e amata. Tutte queste ferite si intrecciano in un nodo stretto e doloroso, spaventosamente simile alla vita reale”.

    Ma non è solo la storia di un uomo che diventa un mostro: “È anche la storia delle scelte che le donne intorno a lui sono costrette a compiere. L’amore incondizionato spesso ci acceca di fronte alla realtà, trasformando la negazione in un atto di sopravvivenza” aggiunge Bartolini.

    La pièce si svolge in una cucina familiare calda e accogliente, in un luogo ordinariamente normale, nella casa di una donna che ama e accoglie.

    “Siamo abituati a credere che le cose terribili accadono solo a chi le merita e solo in luoghi pericolosi, ed è per questo che la violenza domestica, quella che si consuma nelle nostre stesse case, appare così irreale, così impensabile e così spaventosa” racconta ancora il regista.

    Un’attenzione che non deve mai venire meno, di cui si occupano le volontarie dello sportello Vanessa di Ponte a Ema e che saranno presenti allo spettacolo di sabato 30.

    “Al circolo sta molto a cuore questo centro di ascolto – tengono a dire – e, con i mezzi di cui dispone e quando riesce, sostiene questa grande iniziativa”.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

     

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