CPA Fi-Sud e Comitato 21 Marzo contro il limite-prelievi all’ospedale di Ponte a Niccheri

Volantinaggio con i Cobas al Santa Maria Annunziata: "L'obiettivo è chiuderlo il centro prelievi!"

PONTE A NICCHERI (BAGNO A RIPOLI) – E' lotta dura, durissima, sulla questione prelievi del sangue. E in particolare sulle limitazioni di numero relative a quelle effettuabili presso l'ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri.

 

Ai Cobas, già sulle barricate da settimane, adesso si aggiungono anche il CPA Firenze Sud e il Comitato 21 Marzo, che lunedì 3 luglio ha partecipato (proprio insieme ai Cobas) a un volantinaggio all'ospedale.

 

# ARTICOLO / Prelievi sangue e Cup a Ponte a Niccheri: guerra aperta fra Cobas e Usl

 

"Al centro prelievi di Ponte a Niccheri – spiegano in una nota dal CPA Firenze Sud, Comitato 21 Marzo e Cobas – ci sono importanti novità e non sono certo positive: 80 prelievi al giorno per tutto giugno e 60 a partire dal primo luglio a fronte di quasi il doppio delle richieste. Da questa conta non sono esclusi nemmeno coloro che fino a ieri potevano beneficiare della corsia preferenziale come le donne incinte e i pazienti con terapia salvavita".

 

"Ad agosto – prefigurano – chissà… . "Non abbiamo risorse infermieristiche" ci dicono cercando di incolpare i lavoratori accusandoli di andare in ferie! L'hanno scoperto oggi che nel periodo estivo i lavoratori usufruiscono di questo diritto? Quali contromisure hanno preso? Nessuna se non tagliare il servizio e invitare i pazienti ad andare dal privato come per esempio al cosiddetto "privato sociale" come le Misericordie".

 

"Ma se pensate che finita la scusa delle ferie tutto torni com'era vi sbagliate – rilanciano – l'obiettivo è chiudere definitivamente il centro prelievi a dicembre con la nuova scusa dei lavori di ristrutturazione dell'ospedale già iniziati nel piazzale antistante. Questa è una situazione vergognosa oltre che gravissima che deve esser risolta".

 

"A tutti coloro che in questi giorni sono saliti al quinto piano in Direzione per protestare – ricordano – è stato detto: "Avete ragione, peró…". A Firenze la ragione si dà ai bischeri e visto che noi bischeri non siamo non vogliamo sentire nessun "peró"!".

 

"Certi che né noi né altri dimenticheremo tutto questo – concludono – aspettiamo delle risposte, non a chiacchiere ma nei fatti: il servizio per come l'abbiamo conosciuto fino a poco più di un mese fa deve essere ripristinato ed evidemente è necessario che nuovo personale venga assunto".

di Redazione

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