Cipriani Serramenti, tensione alle stelle. La Cgil: “Impedito ai lavoratori di riunirsi”

La denuncia della Fillea: "Pronti a presidio fuori dalla Fabbrica, con tamburi e cittadinanza"

BAGNO A RIPOLI – Tensione alle stelle fra sindacato e Cipriani Serramenti (azienda con circa 40 addetti che produce porte e finestre da anni a Grassina, oggi nella zona artigianale di Campigliano).

 

Una situazione che, dice la Fillea Cgil di Firenze, "peggiora di giorno in giorno". Con, accusa il sindacato, "“processi” ai lavoratori che rispettano il contratto di lavoro e le leggi, allontanamento illegittimo di un lavoratore, taglio di diritti e salario, interruzione del servizio mensa, previsione di smantellare bagni e docce".

 

"Tutto questo non bastava – riprende – La proprietà aziendale rilancia e alza la posta, impedendo che i lavoratori possano riunirsi in assemblea dentro la fabbrica, come prevede lo Statuto dei lavoratori".

 

 

“La situazione delle relazioni industriali nella Cipriani Serramenti sta gravemente degenerando di giorno in giorno, a scapito della dignità di chi ci lavora. Usare le persone come fossero cose proprie, fare profitto riducendo i redditi e i diritti dei lavoratori non è imprenditoria capace, è imprenditoria rapace”, dice Marco Carletti (in foto in alto) segretario generale della Fillea Cgil di Firenze.

 

Che continua: “Quello che accade alla Cipriani Serramenti sta succedendo in un territorio di elevatissima cultura sociale alle porte di Firenze, città emblema nazionale di luogo democratico, sociale e partecipativo. Ma l’azione della proprietà dell’azienda sembra svolgersi in un San Ferdinando o un Rosarno qualsiasi, laddove la dignità delle persone, la loro libertà e la coesione sociale sembrano orpelli gravosi".

 

"Noi – riprende Carletti – come Fillea Cgil a questo imbarbarimento delle relazioni industriali e del tessuto sociale di questo territorio ci opporremo con ogni forza. Non ci fanno tenere una assemblea in fabbrica? Bene! Noi la faremo in presidio fuori dai cancelli della fabbrica, nei prossimi giorni, con tamburi, megafoni e bandiere, magari accompagnati dai cittadini".

 

"Potrebbe essere l’occasione – conclude Carletti – per fornire anche all’amministrazione comunale il modo di capire meglio cosa succede nel suo territorio e quale involuzione si sta producendo”.

di Redazione

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