GRASSINA (BAGNO A RIPOLI) – La grande chiesa di San Michele Arcangelo era piena, i gradini esterni ed il sagrato antistante accoglievano ancora persone arrivate per dare l’ultimo saluto, in questo triste sabato di maggio, a una cara amica scomparsa.
Anche il cielo sopra a Grassina all’improvviso si era spento, e aveva iniziato a piovigginare. Un silenzio composto, carico di sofferenza aspettava conforto in quelle parole che sarebbero state dette di lì a poco; tutta Grassina piangeva Sandra Fabiani in questo suo ultimo viaggio.
La lunga cerimonia è stata officiata da padre Stefano Casamassima, accompagnato da padre James Savarirajan e da don Fabrizio Poli, ex parroco di Grassina, tornato per l'occasione.
“Prendiamo tutto il nostro bene e mettiamolo intorno a Sandra” così ha voluto iniziare la funzione, con parole piene di coraggio come a cercare di alleggerire il dolore di tutti i presenti.
Ricordando la persona che era Sandra, con tutto il suo impegno rivolto alla comunità: “In ognuno di noi lei lascia una impronta, una traccia che deve servire per superare il vuoto della sua assenza ed andare avanti. Non dobbiamo perdere l’eredità che ci lascia, dopo di lei resterà con noi quel suo modo di essere sempre presente, attiva in maniera disinteressata per gli altri. Sì, perché questo è un lutto che avvolge tutta la comunità grassinese, un dolore pubblico oltre che familiare dei suoi cari".
Momenti in cui le parole scivolano via, lavate dalle lacrime dei familiari, degli amici o anche semplici conoscenti che non si spiegano il perché di una morte così ingiusta a neanche 60 anni.
Parole consolatorie, difficili da trovare, che provano ad avere un peso nei ricordi di chi la conosceva bene; anche don Fabrizio la ricorda leggendo un biglietto che lei stessa aveva scritto alla madre per una festa della mamma di qualche anno fa.
E poi anche il sindacoFrancesco Casini nel suo dolore prova a ricordarla “come una di noi, mi piace definirla così. Donna, lavoratrice, con cui ho avuto il piacere di collaborare. In tutte quelle occasioni in cui, insieme a tanti altri commercianti, con il suo spirito battagliero si poneva in prima linea nell’organizzazione di eventi o manifestazioni che riguardassero il paese. Per il paese”.
Ma anche in chi non ha avuto il tempo di conoscerla abbastanza Sandra lascia una traccia evidente da vedere: “Io non ho avuto modo di conoscerla bene” racconta padre James “ma guardando voi… tanto mi racconta di lei. Con la mia presenza all’interno di questa comunità mi impegno a continuare un percorso a suo nome per gli altri”.
E’ stato proprio don James a dare voce ai ringraziamenti da parte della famiglia a tutti coloro che le sono stati loro vicini dimostrandole tanto affetto.
Ed è proprio così che le persone come Sandra rendono grande una comunità, contribuiscono a tessere quelle maglie di una trama sociale concrete e tangibile nelle realtà paesane. Con il loro impegno donano quella luce di speranza al futuro: come il sole che al termine della funzione scaldava di nuovo Grassina.
di Silvia Rabatti
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