BAGNO A RIPOLI-FIRENZE – “Era un risultato già scritto quello dell'asta deserta di oggi per il complesso delle Gualchiere. Non poteva essere altrimenti visto che non c'è stata la minima richiesta di informazioni e di accesso agli atti al Comune di Bagno a Ripoli, che ha la competenza delle previsioni urbanistiche sull'area, dal momento che insiste sul nostro territorio”.
Così il sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini commenta l'esito dell'asta per la vendita delle Gualchiere di Remole.
“Credo che da qui in avanti – aggiunge – debba esserci la possibilità di lavorare con il Comune di Firenze, come stiamo facendo molte bene su tante altre partite, e di scrivere assieme i prossimi bandi di alienazione".
"In modo da definire – rimarca Casini – se vendita deve essere, visto che oggi risorse pubbliche purtroppo non ci sono e progetti concreti alternativi non sono mai seriamente arrivati, un progetto di recupero che abbia alla base la fruibilità pubblica di questa bellissima e preziosa struttura che rappresenta un esempio unico di archeologia industriale che deve essere salvato”.
“Altro che svendita. Il fatto che nessun privato abbia presentato proposte è la dimostrazione che l’intenzione dell’amministrazione non era quella di svendere ma di individuare un soggetto che recuperasse il complesso immobiliare”.
È quanto commenta l’assessore al patrimonio immobiliare del Comune di Firenze Federico Gianassi di fronte alle… zero offerte: “Il nostro obiettivo è il recupero e il rilancio di questo complesso immobiliare che non è stato possibile né prima con Cassa Depositi e Prestiti né oggi con bando di alienazione a privati. Se ci sono soggetti che hanno idee e proposte serie sulla riqualificazione e l’utilizzo delle Gualchiere, purché accompagnate da un piano economico e finanziario concreto e credibile, si facciano avanti ”.
Sul bando l’assessore precisa: “Il fatto che nessuno privato si sia fatto avanti dimostra che le accuse di svendita erano senza fondamento. Il prezzo, stabilito dalla commissione di valutazione, struttura tecnica di cui il Comune si avvale in questi casi, era tutt’altro che stracciato”.
Al costo a base d’asta, l’eventuale acquirente avrebbe dovuto aggiungere le ingenti spese per la riqualificazione del complesso immobiliare e i vincoli previsti dal bando stesso.
“Leggo le dichiarazioni entusiaste di alcuni consiglieri per l’esito della gara – conclude l’assessore Gianassi – come se la mancanza di offerte equivalesse al salvataggio delle Gualchiere. La verità è che il recupero di questo complesso immobiliare, per il quale sono necessarie tante risorse e ingenti interventi, è molto complicato. Per questo nei prossimi mesi attendiamo idee e proposte serie a patto che, insieme ai progetti, ci siano anche piani economici e finanziari convincenti. In caso contrario saremmo di fronte all’ennesima proposta da libro dei sogni. E le Gualchiere di Remole hanno bisogno di un recupero vero, non di un progetto, magari bello, ma destinato a restare sulla carta”.
di Redazione
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