Ha deciso di scrivere una lettera a Martina Giangrande, figlia del carabiniere ferito durante l'incredibile sparatoria davanti a Montecitorio. La lettera di un padre a una figlia: quella di Luciano Bartolini, sindaco di Bagno a Ripoli
"Cara Martina,
ho deciso di scriverti questa breve lettera per testimoniarti la vicinanza mia personale, e di tutta la Comunità di Bagno a Ripoli, in un momento tanto drammatico come quello che stai attraversando, ma in modo particolare per ringraziarti della matura lucidità ed inaspettata compostezza con cui hai parlato, davanti alla stampa, di quanto accaduto a tuo padre.
Le tue parole, le tue riflessioni tanto profonde e disarmanti per la loro semplicità, il ricordo di tua madre, la ponderatezza che sta dietro una scelta apparentemente emotiva – lasciare il lavoro per stare vicina a tuo padre – danno a noi tutti il senso di una giovane donna che ha trovato dignità e forza straordinarie affrontando, e non fuggendo, il dolore.
In un momento in cui non solo si stanno perdendo e violentando i valori fondamentali della nostra società – anche per colpa degli eccessivi personalismi di soggetti che ricoprono cariche e ruoli importanti -, ma addirittura va sgretolandosi quel senso di coesione, impegno e responsabilità che solo può permetterci di costruire un futuro migliore rispetto a quello in cui stiamo vivendo, la tua sincera testimonianza ha un valore unico, incalcolabile. E si fa esempio di un sentimento di umanità ancora possibile, pulito, onesto, genuino, capace di esprimere concetti alti attraverso la voce emozionata di una ragazza di 23 anni.
Ascoltarti mi ha commosso e, nel contempo, mi ha dato speranza: ci può essere un mondo di pace, di solidarietà, un mondo giusto, Martina, se esistono donne ed uomini come te
Luciano Bartolini, sindaco di Bagno a Ripoli".
di Redazione
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