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lunedì 24 Giugno 2024
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    Il libro “antimafia” sulla storia di Giuseppe Di Matteo donato agli studenti delle medie

    Dal consiglio comunale. Sabato 9 marzo cerimonia di consegna nella sala intitolata a Falcone e Borsellino

    BAGNO A RIPOLI – Rapito, ucciso e sciolto nell'acido. Tutto per un'unica colpa: essere figlio di un pentito di mafia che aveva iniziato a collaborare.

     

    Al terribile destino del piccolo Giuseppe Di Matteo, il dodicenne vittima di Cosa nostra la cui storia negli anni '90 fece il giro del mondo per la sua efferatezza, è dedicato il libro di Pino Nazio che il Consiglio comunale di Bagno a Ripoli, con l'adesione unanime di tutti i capigruppo, ha deciso di donare alle scuole secondarie di primo grado del territorio.

     

    Il volume, intitolato “Il bambino che sognava i cavalli” per ricordare la grande passione del piccolo Giuseppe per l'equitazione (Sovera Edizioni, 2010), sarà consegnato agli studenti delle scuole “Francesco Redi” e “Francesco Granacci” sabato 9 marzo alle 10.30 in palazzo comunale, nella sala consiliare dedicata ai magistrati Falcone e Borsellino.

     

    Saranno presenti l'autore, il sindaco Francesco Casini e il presidente del consiglio comunale Francesco Conti. Sono stati invitati a partecipare gli studenti, i professori e le famiglie. L'iniziativa è aperta al pubblico.

     

    Il consiglio comunale ha acquistato una sessantina di copie del libro, che resteranno in dotazione alle scuole. Il progetto coinvolge oltre venti sezioni, tra classi seconde e terze.

     

    Pino Nazio, giornalista, già collaboratore di programmi Rai come “Chi l'ha visto” e scrittore, autore di numerose pubblicazioni dedicate ai maggiori fatti di cronaca nera degli ultimi decenni, ripercorre nel suo libro i 779 giorni in cui il piccolo Di Matteo, figlio del pentito Santino, viene tenuto in ostaggio prima di essere ucciso dai corleonesi perché il padre, dopo le stragi di Capaci e di via d'Amelio, inizia a collaborare con la giustizia.

     

    “Giuseppe – spiegano Casini e Conti – era un ragazzo come tanti altri della sua età, sorridente, speranzoso. Siamo abituati a ricordarlo nella fotografia in sella al suo cavallo, felice. La sua triste sorte colpì l’Italia intera. È una storia dolorosa ma ci aiuta a capire quanto inutile, assurda e stupida sia la mafia. Per contrastarla serve averne conoscenza e il libro di Nazio aiuta a farlo, dandoci consapevolezza di quanto male può creare. È un libro che come molti altri non può mancare nelle biblioteche scolastiche e da qui l'idea di donarla alle nostre scuole medie. Un ringraziamento a tutti i capigruppo, uniti nel sostenere questa iniziativa”.

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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