ANTELLA (BAGNO A RIPOLI) – E’ davvero giovanissima Vittoria Lottini, ma ha già al suo attivo il suo primo libro: 19 anni compiuti il 12 settembre Vittoria, antellese doc, che sta per iniziare quest’anno la carriera universitaria, vede ora realizzato il suo sogno di sempre.
Ovvero scrivere la biografia della sua amata eroina, l’imperatrice Sissi, Elisabeth von Wittelsbach di Baviera.
“Sissi, racconto di un' imperatrice moderna” (edito da Ibiskos), è dunque il titolo del suo primo libro (se va avanti così la ragazza promette bene), che sarà presentato presso la biblioteca di Bagno a Ripoli il 25 settembre prossimo alle 17.30.
Il Gazzettino del Chianti l'ha voluta incontrare in anteprima, per farsi raccontare che cosa c’è dietro la stesura di questo suo lavoro.
Che cosa ti ha portato a scrivere sulla Principessa Sissi?
"Probabilmente sembrerà assurdo, ma è stato l'affetto e la vicinanza della personalità di Elisabetta alla mia. Negli anni dell’adolescenza, infatti, l'incomprensione e l'estraneità che sentivo tra me e il mondo erano vicini al desiderio di fuga e al carattere ribelle dell'imperatrice. Così come il rifiuto del cibo e l'ossessione per la bellezza, atteggiamenti determinanti per tutta la vita del personaggio, hanno coinciso con la mia crescita fisica ed emotiva, aiutandomi a diventare la ragazza equilibrata e serena di oggi. Un successo che purtroppo Sissi, per carattere e per periodo storico, non ha avuto la gioia di ottenere".
Perché hai scelto di scrivere la vita romanzata di Sissi?
"Avevo più volte visto i film degli anni '50 su di lei interpretati dalla grande Romy Schneider, ma durante un viaggio a Vienna con i miei genitori, ho riscoperto un'imperatrice ben diversa dall'immagine cinematografica: ribelle, narcisista, determinata, sensibilissima ed intraprendente. Era una donna che, grazie al temperamento moderno ed audace, ha risposto al concludersi di un secolo dispotico con romanticismo ed atteggiamento liberale. Il volto fiabesco che dunque ha voluto rappresentare il regista dei film, Ernst Marischka, nasconde la fragilità e la malattia di Elisabetta, sebbene abbia trasmesso una storia d'amore che continua ad emozionare me e milioni di telespettatori. Così, colpita dalla reale Sissi, ho voluto provare a dare il mio umile contributo alla sua ancor più meravigliosa storia".
Di cosa parla più esattamente il libro?
"Racconta la vita dell'imperatrice Elisabetta a partire dalla sua infanzia, al fidanzamento ed al matrimonio con Francesco Giuseppe, alla nascita dei figli, alla questione politica e sociale dell'Impero Austro-Ungarico, ai viaggi e alle amicizie con i liberali del tempo, l'affezione nei confronti del cugino Ludwig, fino agli ultimi nostalgici spostamenti e alla morte, avvenuta per mano dell'anarchico Luigi Lucheni. Accanto a questi fatti biografici, mi sono impegnata a sottolineare la sua personalità e i suoi disturbi psichici, poiché ritengo che di ogni azione politica e familiare siano responsabili la sua ipersensibilità e la sua intelligenza, messe a dura prova dalla rigidità della corte e da un secolo interamente maschilista. Questo perché Elisabetta è stata una donna che, come noi, è stata amante della vita e dell'amore, prima di restarne ferita e iniziare a soffrire e ad ammalarsi".
Dopo i tuoi studi e gli approfondimenti che hai potuto fare su di lei e dopo l’esperienza di questo libro, com’è cambiata la tua opinione sull’Imperatrice ?
"La mia opinione su Elisabetta è la medesima che avevo quando l'ho incontrata nella capitale austriaca. Apparentemente può essere considerata un'arrogante e irrispettosa nei confronti della sua posizione di sovrana e della sua famiglia, ma studiandola a fondo, si motiva questo comportamento per la spiccata intelligenza e sensibilità, qualità che la società dell’epoca sottovalutava e addirittura condannav".
Uno studio approfondito il tuo…
"Sissi era dunque un'eroina incompresa, una pazza e anoressica che, da creatura indomabile, ha risposto a questi atteggiamenti con la fuga e la provocazione: se si riesce minimamente a calarsi nella sua posizione, possiamo riscoprire nella sua figura un'amica, tanto da lasciarle un fiore alla sua tomba nella Cripta dei Cappuccini a Vienna. E' stato motivo di forte commozione poi per me vedere che questo gesto viene quotidianamente ripetuto da centinaia di persone".
Cosa ti aspetti dopo la pubblicazione del libro?
"Mi piacerebbe tanto che venisse letto, non tanto per il guadagno che ne ricaverei, piuttosto per la gioia di emozionare i lettori e trasmettere la storia della Sissi popolare con parole di sofferenza, di speranza e di rimpianti. Non mi dispiacerebbe neanche che fosse tradotto in tedesco (o tradurlo io stessa) e pubblicizzato in Austria e in Germania, ma bisogna fare un passo alla volta".
Quali programmi hai adesso? Un altro libro nel cassetto?
"Sì, ho un altro libro che mi piacerebbe scrivere, stavolta si tratta di un saggio, ma preferirei non anticipare nulla. Adesso vorrei dedicarmi all'Università e poi, quando mi sarò organizzata per studio e tempo libero, inizierò la stesura dell'idea: scrivere un libro non è facile e bisogna trovare il momento mentale opportuno, poiché qualsiasi genere si scelga di trattare, l'autore lascia sempre una parte di sé attraverso i personaggi, gli ambienti, lo stile".
Hai altre passioni oltre alla scrittura?
"Sì, mi piace tantissimo cantare e adoro il musical, infatti ho frequentato per due anni l'accademia "Tutto fa Broadway" di Michela Mirabucci, grazie alla quale ho recitato in saggi e spettacoli e vinto due borse di studio per la "Dreaming Academy" di Padova, con concorsi e stage. Come Sissi, amo viaggiare e ho l'abitudine di stampare le foto di tutte le mie esperienze e di attaccarle sugli album, perché secondo me aiuta a rivivere meglio il ricordo. Tra i danni della tecnologia appunto c'è anche quello di trasformare le vere e proprie fotografie in immagini virtuali, che purtroppo limitano l'emozione che un paesaggio, una persona, un animale possono suscitare".
di Cecilia Barbieri
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