martedì 24 Novembre 2020
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    Luigi e Lisa Bartali voltano le spalle al Museo di Ponte a Ema: “Molto delusi dall’associazione”

    "Non rinnoveremo la tessera. Noi insieme agli altri familiari, siamo gli unici rappresentanti del nome di Gino Bartali e non abbiamo delegato nessun altro a rappresentarci"

    PONTE A EMA (BAGNO A RIPOLI) – “Dopo svariati anni di adesione all’ Associazione Amici del Museo del Ciclismo Gino Bartali   abbiamo deciso, nostro malgrado, di non rinnovare l’iscrizione in qualità di soci”.

    Lo dicono Luigi Bartali (figlio di Gino) e Lisa Bartali (nipote): “Oggi – aggiungono – riteniamo opportuno rendere pubblica la nostra posizione, già comunicata la scorsa primavera a tutti gli enti coinvolti (Associazione, Comune di Firenze e Comune di Bagno a Ripoli), per l’esigenza di fare chiarezza, soprattutto ai tanti ammiratori di Gino”.

    “Siamo profondamente delusi – rimarcano – da alcuni comportamenti dell’ Associazione che non riteniamo rispettosi nei nostri riguardi. Il non permetterci di realizzare le interviste per un’importante emittente televisiva dentro il museo, benché la troupe avesse presentato regolari permessi, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso”.

    “Questo fare ostruzionismo verso di noi – accusano – è incomprensibile, in quanto abbiamo sempre sostenuto l’Associazione e il Museo del Ciclismo Gino Bartali partecipando ai vari eventi, accompagnando scolaresche in visita, promuovendo iniziative di restauro biciclette…”.

    “Siamo altresì stanchi – rilanciano – di essere coinvolti negli screzi tra l’Associazione e i responsabili dei Musei Civici Fiorentini”.

    “In qualità di familiari – riprendono – è nostro dovere vigilare sulla memoria di Gino Bartali, affinché quest’utlima resti lontano da diatribe. Per tanto invitiamo l’Associazione a custodire i cimeli in modo pacifico e senza alterare le finalità del museo”.

    “Come familiari e custodi delle memorie, dell’immagine e del buon nome di Gino Bartali – dicono ancora – grande campione sportivo e nell’impegno civile, democratico e umanitario, ispirato ai più alti valori della cristianità, stiamo continuando a portare avanti il ricordo e l’esempio del nostro Gino con amore e dedizione”.

    “La sua memoria non risiede solo in un museo – specificano – ma è un’eredità morale da trasmettere alle nuove generazioni attraverso le scuole, tramite eventi culturali in piazza e nei teatri, arrivando fino ai giovani delle società sportive”.

    “Noi – concludono – insieme agli altri familiari, siamo gli unici rappresentanti del nome di Gino Bartali e non abbiamo delegato nessun altro a rappresentarci. Alle persone che volessero svolgere commemorazioni o altre iniziative dedicate a Gino Bartali chiediamo di contattare direttamente la famiglia al seguente indirizzo e-mail: [email protected]“.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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