lunedì 28 Settembre 2020
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    Lo diceva nel marzo 2013 Mario Spezi, quando usciva in Germania il suo libro sull’omicidio Kercher

    GRASSINA (BAGNO A RIPOLI) – Era il marzo del 2013 quando il giornalista e scrittore grassinese Mario Spezi diceva: "Esce oggi in Germania, per l'editore Droemer Knaur, il mio nuovo libro, scritto ancora con Douglas Preston, sulla scandalosa vicenda di Amanda Knox e Raffaele Sollecito. La faccenda può interessare poche persone, ma quello che può interessare è che nessun editore italiano lo ha voluto pubblicare".

     

    Parole che, lette a due anni di distanza, dopo l'assoluzione di giovedì 27 marzo (con formula pienissima in Corte di Cassazione) di Sollecito e Amanda Knox, perché il fatto non sussiste, suonano quasi come una profezia.

     

    "Se io e Douglas – diceva ancora Spezi – avessimo scritto un libro colpevolista, un importante editore lo avrebbe pubblicato. Chi decide che cosa gli italiani devono o non devono leggere? Non possono sapere niente di che cosa sono capaci di combinare la giustizia e la polizia italiane?".

     

    Spezi, che con Preston ha pubblicato il bestseller "Dolci colline di sangue" (da cui verrà tratto un flim che verrà girato anche in Chianti) è conosciuto dal grande pubblico anche per i giorni di prigione che gli furono comminati con l'accusa di depistaggio nell'ambito delle indagini sul "mostro di Firenze".

     

    Spezi che ha seguito da vicino anche la vicenda dell'omicidio della studentessa Meredith Kercher a Perugia, nella notte fra il 31 ottobre e l'1 novembre 2007: scrivendo, appunto, un libro in cui Amanda e Raffaele venivano descritti come innocenti. O per lo meno che non sussistevano prove concrete per condannarli.

     

    Quello che Spezi sosteneva nel momento in cui stava per uscire il suo libro, "Der Engel mit den Eisaugen" ("L'angelo con gli occhi di ghiaccio"), è che non accogliendo la tesi colpevolista nei confronti della coppia Sollecito-Knox, il mondo dell'editoria italiana aveva chiuso le porte.

     

    "Così come nessun editore italiano ha voluto pubblicare il libro di Raffaele – concludeva Spezi – "Honour Bound", che pure è arrivato al 24mo posto nella classifica del New York Times, né quello di Amanda. Perché? Nessuno fornisce una risposta".

    di Redazione

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