ANTELLA (BAGNO A RIPOLI) – Anche a 22 anni si può essere decisi su ciò che si vuole. A porsi un obiettivo.
A maggior ragione quando si parla di mettere in piedi da zero un’attività e provare a crearsi un qualcosa di proprio, con tutte le responsabilità che ne derivano.
Matteo Barbieri ce l’ha fatta: ha deciso di aprire con le proprie forze e mani una rivendita di pizza a taglio all'Antella, in via Brigate Partigiane.
Faccia pulita e sorriso aperto, ci ha raccontato il perché di questa decisione: "Ho potuto fare esperienza nel mestiere per quattro anni, poi è nata la decisione. Mi volevo mettere per conto mio perché le idee ce le avevo, e mi piaceva provare a fare qualcosa da solo".
"Il fondo – prosegue – precedentemente era occupato dalla mia mamma che ha un negozio di abbigliamento. Ma dovendolo lasciare ho pensato di chiedere alla Coop vicina, che ne è la proprietaria, se io avessi potuto aprire questa rivendita di pizza a taglio e consegna a domicilio. Dopo un po’ di tempo è arrivato l’ok, così ci siamo messi al lavoro per adattarlo”,
Istituto alberghiero Saffi, vari stage fatti e poi subito esperienza diretta in questo tipo di lavoro. Ci confida che ha imparato davvero solo nei quattro anni passati tra pasta e farina appassionandosi a tal punto da cominciare a pensare a realizzare qualcosa di solo suo.
Ci parla delle prime, comprensibili, titubanze dei genitori. Che però poi lo hanno aiutato e sostenuto soprattutto con le pratiche burocratiche. Spesso più complicate del lavoro stesso.
“Ai miei piaceva l’idea – prosegue Matteo – ne erano anche contenti, ma avevano paura di come sarebbe potuta andare. Ho seguito personalmente tutta la parte economica con la banca, riflettendo molto sulle decisioni da prendere".
"Non è stato facile – ammette – però mi sembrava assurdo dire… non ci provo perché ho solo 22 anni. So che mi aspetta molto meno tempo libero perché la mattina mi dovrò occupare anche dei fornitori, valutare quello che ci sarà da comprare però lo volevo proprio fare.”
Continua orgoglioso dicendoci che farà tutto lui, dall’impasto alla pizza cotta e sfornata. Per le consegne a domicilio invece lo aiuteranno due ragazzi.
L’orario sarà dal primo pomeriggio alla sera dopo cena, ma l’idea di trattenersi se il lavoro aumentasse non lo spaventa, anzi.
Onestamente, invece che comprarsi un macchinone come a volte suoi coetanei ambiscono a fare, lui ci dice che ha preferito investire dei soldi in questa attività. Ne è caparbiamente convinto.
Un progetto di lavoro coraggioso quindi per lui, tanta fiducia e ottimismo riposti nella famosa "signora napoletana"… che gli sta dando un’opportunità. In bocca al lupo Matteo.
di Silvia Rabatti
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