Incontri nell’orto. Studenti e migranti insieme alla scuola media Redi

Si parla in inglese, ci si conosce, si ascoltano storie di Paesi diversi, mentre ci si prende cura delle piante

PONTE A NICCHERI (BAGNO A RIPOLI) –  Studenti e migranti insieme, per prendersi cura dell'orto della scuola media Redi, per un progetto di integrazione che guarda avanti.

 

Il progetto Orto dell'istituto comprensivo Caponnetto viene portato avanti con soddisfazione e orgoglio già nelle classi della primaria e l’anno scorso è approdato finalmente anche nelle classi medie.

 

Nasce per aiutare gli alunni con difficoltà che vengono accompagnati da alcuni ragazzi migranti nigeriani volontari, ospiti della Caritas di Careggi a Firenze.

 

Ma non solo, il progetto coinvolge con grande interesse tutti gli studenti del comprensivo che si alternano nell'orto anche in orario scolastico. Integrazione vera, reale e pratica, fatta di ore di lavoro trascorse fianco a fianco tra i ragazzi con culture e lingue diverse a vantaggio di un reciproco arricchimento.

 

Al lavoro nell'orto della scuola Redi

 

Martedì 16 maggio il dirigente scolastico Marco Panti ha organizzato un incontro sul campo, anzi “sull’orto” per far vedere cosa è possibile fare con progetto come questo.

 

“La  mia intenzione è solo quella di raccontare e valorizzare una bella esperienza di lavoro nata quasi per caso ma che ha portato  ottimi risultati – inizia a raccontare – Casualmente venni a sapere che potevamo richiedere l’aiuto di alcuni ragazzi migranti presenti sul territorio che avrebbero potuto aiutarci nei lavori manuali, anche a lungo termine, nel progetto orto che si stava via via strutturando  seguito dal professore di sostegno Luca Eid”, continua presentando il professore appena citato e Alessandro, studente responsabile dell’orto.

 

Gli altri presenti erano il responsabile dell’ area immigrazione della Caritas di Firenze Marzio Mori e il responsabile della struttura Villa Pepi di Careggi Paolo Santagata che si è anche occupato di accompagnare all'inizio i ragazzi nigeriani direttamente alla scuola e spiegare loro cosa dovessero fare.

 

Gli studenti e i ragazzi nigeriani si prendono cura delle piantine

 

“Alle scuole medie – spiega ancora il dirigente scolastico – diversamente dalle classi elementari, abbiamo pochi genitori o nonni che volontariamente possono aiutare in questo progetto così questa soluzione si è dimostrata ideale. Paul, Eddy, Joel e Jon che si sono alternati hanno dimostrato di essere volenterosi oltre che bravissimi in questi lavori e molto affidabili nel rispettare l’impegno preso".

 

"Tutti parlano inglese – rimarca – ed alcuni anche l’italiano abbastanza bene. Addirittura l’estate scorsa, durante la chiusura estiva della scuola, hanno continuato a venire per prendersi cura delle piante che dovevano essere innaffiate”.

 

Grazie all’incontro tra  questi due mondi sono nate importanti opportunità di crescita per gli alunni della scuola con i quali sono stati organizzati degli incontri dove i ragazzi migranti, tutti sotto i trent’anni, hanno raccontato la storia che avevano alle spalle.

 

“Durante questi momenti gli studenti hanno potuto ascoltare direttamente una testimonianza di quella che è la realtà che riguarda i giovani  costretti a lasciare il loro paese in guerra e realtà difficili", ha raccontato la professoressa Vanessa Salmeri che, insieme ad altri docenti, hanno seguito ed organizzato gli incontri in classe.

 

“Abbiamo vari di questi progetti e buoni rapporti con il comune di Bagno a Ripoli e Impruneta –  spiega Marzio Mori in chiusura  – Tante scuole organizzano incontri con gli alunni, fin dalle classi più piccole. Inoltre fare il volontario è una presentazione importante in sede di commissione per l’ottenimento del permesso di soggiorno, come anche frequentare un corso di italiano. Incontri del genere facilitano il percorso di integrazione che questi ragazzi desiderano fare”.

 

 

 

di Silvia Rabatti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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