BAGNO A RIPOLI – Tra i nove iscritti al Pd che hanno restituito la tessera del partito a Bagno a Ripoli ci sono due consiglieri comunali, Mirko Briziarelli e Laura Franchini, c'è il presidente dell'assemblea comunale Pd e coordinatore del circolo Pd di Grassina, Rosauro Solazzi, e c'è il presidente SMS di Bagno a Ripoli, Renato Bettini.
In una lettera, indirizzata al segretario nazionale, al segretario regionale, a quello metropolitano e al segretario comunale del Pd i dimissionari spiegano che la decisione è frutto di un "lungo e sofferto percorso condiviso, discusso ed allargato ad altri iscritti e simpatizzanti, molti dei quali, ormai quasi dieci anni fa, contribuirono con passione alla fondazione del Partito Democratico".
Spiegano i firmatari perché non si sentono più rappresentati da un partito "incapace di ospitare diverse sensibilità": ""La D di Democratico è aggettivo di un partito che nasceva con vocazione maggioritaria, figlio di culture, esperienze e storie diverse unite insieme in una identità comune. Non basta votare ed esprimere una maggioranza per essere democratici. La qualità della democrazia si misura dal rispetto delle minoranze e delle regole di convivenza civile".
"Ci siamo persi – rimarcano – rincorrendo politiche e modelli che non ci appartenevano, facendo nostra un’idea leaderistica che ha indebolito pesantemente la nostra capacità di elaborazione e rappresentanza di mondi a cui abbiamo totalmente voltato le spalle", sostengono i firmatari. Nel 2016 molti iscritti ci hanno abbandonati ancor prima che lo facessero i dirigenti che li rappresentavano. I nostri elettori e simpatizzanti, soprattutto negli ultimi due anni, si sono rifugiati nel disimpegno e nell'astensionismo o, addirittura, nel voto a forze populiste".
Tra le colpe che i dimissionari attribuiscono al partito c'è l'aver alzato il livello del conflitto con i sindacati, "in particolare con la CGIL, e col mondo della scuola, con una riforma sbagliata nel merito ma soprattutto nel metodo; abbiamo dimissionato i membri di una commissione parlamentare in una notte per approvare una legge elettorale che poi la Corte Costituzionale ha bocciato; abbiamo fatto decadere il sindaco di Roma, facendo dimettere i Consiglieri Comunali da un notaio, impedendo il dibattito “democratico” in aula consiliare, perché non gradito ai vertici nazionali, consegnando la capitale ad una forza politica assolutamente impreparata ad assumersi la responsabilità di governarla".
"Infine – tornano indietro di qualche mese – è arrivato il giorno in cui la gente ci ha detto che stavamo sbagliando: il 4 dicembre 2016. Con il referendum costituzionale, ci siamo messi contro anche un’altra buona fetta di sinistra, dall’ANPI all’ARCI e il risultato del fallimento del governo Renzi si è trasformato nella crisi del PD. Quando nelle realtà dove la gente sta peggio e nel mezzogiorno perdi, quando 7 giovani su 10 ti votano contro, vuol dire che come partito di sinistra non siamo più in grado di dare voce a coloro che 10 anni fa vantavamo orgogliosamente di rappresentare".
"La corsa alla riconferma del capo – accusano – ha sostituito ogni analisi politica e autocritica della sconfitta e il congresso non è stata un'occasione di riconciliazione come molti speravano. Che cosa hanno portato di nuovo sia il congresso nazionale che i congressi locali come quelli dei nostri circoli alla situazione politico-sociale attuale? Ci siamo nuovamente contati, divisi, senza una analisi critica su quanto fatto. Il progetto su cui avevamo iniziato a lavorare non esiste più. Il partito è ormai a servizio del leader, non il leader a servizio del partito".
"Così è venuto meno il senso di comunità e le ragioni stesse che ci inducevano a rimanere all’interno del PD nonostante tutto e tutti – dicono ancora i nove dimissionari ripolesi – Non ce la sentiamo più di giustificare parole ed atti “targati PD” che non appartengono alla nostra cultura politica e alla storia da cui proveniamo".
Assicurano infine i firmatari della lettera: "Saremo sempre presenti nelle attività che la nostra Amministrazione Comunale intraprenderà nell’interesse della collettività di Bagno a Ripoli, riconoscendoci ancora appieno nel programma elettorale della coalizione di centrosinistra, che abbiamo contribuito ad elaborare".
E concludono: "E' doloroso lasciare quella che per anni è stata la tua casa, anche se da tempo eri ospite non gradito, ma è più facile lasciarla se non c'è più niente che ti appartiene. Con questa lettera comunichiamo la nostra decisione di uscire dal Partito Democratico e conseguentemente da eventuali organismi di partito".
Le firme sono di: Mirko Briziarelli, Consigliere Comunale PD Bagno a Ripoli; Laura Franchini, Consigliere Comunale PD Bagno a Ripoli; Rosauro Solazzi, presidente Assemblea Comunale PD, Coordinatore Circolo PD Grassina; Renato Bettini, Presidente SMS Bagno a Ripoli, iscritto PD Circolo Bagno a Ripoli; Raffaello Cammunci, iscritto PD Circolo Grassina; Carla Faggi, iscritta PD Circolo Grassina; Marino Turri, iscritto PD Circolo Grassina; Paolo Nannelli, iscritto PD Circolo Grassina; Franco Trentanove, iscritto PD Circolo Grassina.
di Redazione
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