BAGNO A RIPOLI – Si è chiusa nel pomeriggio di oggi, lunedì 10 aprile, la "caccia" alla persona che nelle prime ore della mattina (attorno alle 8) aveva investito un pedone lungo la via Chiantigiana, all'ingresso di Grassina.
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Come era stato anticipato, in seguito alle prime indagini e ai primi riscontri effettuati dalla polizia locale, si tratta proprio di un ragazzino che stava andando a scuola.
Dal comando della polizia locale ripolese, che ha lavorato per tutto il giorno sotto la guida del comandante Filippo Fusi, trapela una certa soddisfazione, sia per la rapidità che per le modalità con cui si è conclusa la vicenda.
Prima di tutto però va anche detto che le condizioni del ferito, dell'uomo (di circa 40 anni) investito questa mattina, non destano preoccupazioni: tanto che se l'è cavata con cinque giorni di prognosi.
Il ragazzino, ripolese, famiglia tranquilla e solida alle spalle, si era soltanto spaventato a morte: una volta che è arrivato a casa il babbo si è confidato con lui, e da lì è stata subito presa la decisione di mettersi a disposizione delle autorità.
Il 16enne stava andando a scuola, era agitato, aveva un compito in classe. All'altezza dell'ingresso di Grassina, dal lato Ponte a Niccheri (lui stava andando in direzione Ponte a Ema), più o meno sulle strisce pedonali vicine alla passerella sull'Ema, lo scontro.
La paura lo ha portato a tirare dritto. Poi però gli articoli sui giornali on line, il tam tam sui social, il rimorso. Alla fine la "confessione" con il babbo e la decisione, immediata, di recarsi (nel tardo pomeriggio) presso il comando della polizia locale.
Con, anzi, la convinzione che si tratti di una bella lezione di vita.
di Matteo Pucci
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