BAGNO A RIPOLI – Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo le riflessioni dell'ex sindaco di Bagno a Ripoli, Luciano Bartolini, in seguito ai sanguinosi fatti di Parigi.
Mi pervade un sentimento di tristezza, sento attorno a me un clima di paura, di preoccupazioni ulteriori, perfino di terrore perché sembrano vacillare alcuni simboli del nostro vivere: la cultura, le identità, la convivenza, l'educazione, gli stati,la libertà, l'idea di città e tanto altro.
Persone con incarichi di responsabilità dichiarano: “L’Islam è pericoloso, ci sono milioni di persone in giro per il mondo e anche sui pianerottoli di casa nostra pronti a sgozzare e a uccidere”.
Immaginate cosa può pensare una bambina o un adolescente dell'immagine che sul pianerottolo della propria casa ci siano persone pronte a sgozzare ed uccidere!
Il mondo oggi è più piccolo, è diventato un unico grande villaggio globale ed è sempre più interdipendente. Non ci dobbiamo assuefare al terrore, alla morte, alle guerre, alle ingiustizie!
Il problema non si affronta solo con la repressione ma anche con le idee: non possiamo additare l'Islam come il nemico o invocare il conflitto di civilità!
Questo clima ci accompagnerà nelle prossime settimane, mesi e anni. La lettura degli eventi è complessa, difficile e lo stare passivamente soltanto ciascuno davanti al televisore o nella rete non ci aiuta a comprendere fino in fondo le questioni.
Per esempio bene ha fatto il sindaco Nardella ad incontrare a fine anno i responsabili delle varie religioni presenti a Firenze.
Da qui però deve partire un confronto diffuso e capillare sui territori, nei luoghi di lavoro, nelle scuole per approfondire i termini della situazione, per rifuggire dalle generalizzazioni e le categorizzazioni (gli islamici, i cristiani, gli atei, gli stranieri, gli italiani), per crescere in consapevolezza anche sul da farsi!
Occorre allora che, soprattutto le istituzioni pubbliche, siano animatori attenti e rispettosi a creare luoghi e sedi per imparare uno dall'altro per scacciare la paura e il pessimismo, alimentarsi di cultura e conoscenza, per rafforzare il senso di comunità e di villaggio globale! Ed attrezzarsi anche per parlarne con i nostri figli o nipoti!!!
di Redazione
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