BAGNO A RIPOLI – la Commissione per le petizioni del Parlamento europeo ha giudicato ricevibile la petizione inviata lo scorso 25 maggio dall'avvocato Valerio Pellegrini e da altri cittadini di Bagno a Ripoli (fra cui professori universitari, magistrati e uno storico locale), in merito al progetto denominato “Variante San Donato” di ampliamento alla terza corsia nel tratto Firenze Sud – Incisa dell’autostrada A1.
"Nella petizione – ricorda l'avvocato Pellegrini – si faceva presente che la modifica di una curva nella zona di San Donato, attraverso la realizzazione di un enorme terrapieno formato da circa un milione di metri cubi di terre e rocce da scavo contenenti in parte sostanze inquinanti, provocherebbe la definitiva ed irreversibile distruzione degli habitat naturali e delle specie animali e vegetali presenti, alcune delle quali sono protette dalla Direttiva europea sugli habitat, dalla Convenzione di Berna, da leggi regionali toscane e/o incluse nella Lista Rossa IUCN".
"Con la petizione quindi – prosegue – è stato richiesto l’intervento dei competenti organi dell’Unione Europea per impedire lo scempio irreversibile della valle, con un’opera la cui unica ragione, essendo infondate le altre, sembra essere quella di permettere ad Autostrade per l’Italia di stoccare le terre vicino alle zone di scavo, evitando i costi ed i disagi dello smaltimento in siti più appropriati".
"Adesso abbiamo avuto conferma che la Commissione per le petizioni avvierà l’esame della petizione – dice con soddisfazione – svolgendo le necessarie indagini. Contemporaneamente, la petizione è stata caricata sul portale delle petizioni e tutti possono dare il proprio sostegno, accedendo al portale attraverso questo link".
"Affinché la petizione abbia maggior forza – lancia un appello il legale – è importante darle il massimo sostegno, per cui si invitano tutti i cittadini a sostenere questa iniziativa".
"Anche l’amministrazione comunale – conclude – nonostante l’atteggiamento tenuto fino ad ora anche in atti ufficiali, potrebbe finalmente mettersi dalla parte dei cittadini e dare il suo sostegno, se veramente vuole lavorare, come anche dichiarato in un recente comunicato, “per limitare al minimo l'impatto sull'ambiente e per far sì che la nuova infrastruttura che sta sorgendo, pur importante per il Paese, si riveli anche un'opera sia rispettosa del territorio e del paesaggio che l'ospiterà”".
di Matteo Pucci
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