La Vab di Bagno a Ripoli nelle zone colpite dal sisma: il racconto di giorni convulsi

Dalla prima chiamata in sede a poche ore dal terremoto, alla partenza. Dalle difficoltà sul posto al ritorno a casa

BAGNO A RIPOLI – Quelli appena trascorsi sono stati giorni molto intensi anche per i volontari della Vab di Bagno a Ripoli, che al pari di molti altri nella nostra regione si sono precipitati in soccorso delle vittime del devastante sisma che ha colpito il centro Italia nella notte del 24 agosto.

 

Tutto ha inizio proprio mercoledì 24 agosto: alle 7 di mattina viene richiesta ll'associazione la disponibilità di recarsi con la colonna mobile regionale nelle zone devastate dal sisma delle 3.36.

 

In particolare, la richiesta per la Vab ripolese è relativa alla disponibilità della Torre-Faro: alle 8.30 la squadra è formata. Tre soci più una che rimane in stand by nel caso ci fosse bisogno per la segreteria di campo.

 

Mentre ci si prepara (anche mentalmente) alla prova, inizia a salire in modo terribile la conta dei morti. Il mezzo col quale partiranno viene alleggerito dall’idrovora da 800lt/min, per far spazio ad attrezzature più adatte all’intervento, ai borsoni dei soci in partenza e generi alimentari.

 

Mentre la testa è già ad Amatrice, sul territorio non è che ci sia da stare allegri: ora la priorità è quella, ma il clima degli ultimi giorni non aiuta a stare tranquilli. E’ caldo, tira vento e nell’ultimo periodo si sono verificati diversi incendi. La fatica si fa un po’ sentire fra i volontari.

 

Alcuni soci presenti in sede si recano al supermercato per la spesa da fornire alla squadra: biscotti, merendine, succhi di frutta, tonno e carne in scatola, pane in cassetta, verdure e frutta in lattina. Senza tralasciare poi: acqua, stoviglie di plastica, scottex, carta igienica, salviette e sapone per le mani.

Si controlla la Torre-Faro e la relativa attrezzatura. Si mette in moto per essere sicuri che funzioni tutto alla perfezione. Si attacca al mezzo polivalente che la porterà sul luogo del sisma. E' tutto pronto nel piazzale della sede in attesa di partire. L'adrenalina sale.
 

Con i loro borsoni, tute e scarponi arrivano i soci che per primi porteranno aiuto. In sede c’è un via vai continuo. Si aspetta la telefonata per partire. Ore 16:30 ci siamo, è indicato il luogo dell’appuntamento con gli altri mezzi della Colonna Mobile della Regione Toscana.  

 

L’attesa è lunga ma poi si parte. Un mezzo dietro l’altro; varie associazioni, mezzi e attrezzature diverse come le persone che li guidano. Ma tutti nella stessa direzione per lo stesso scopo. Tre ore dopo, una sosta a Orte per rifoccilarsi e di nuovo in moto.

 

Alle 23.30 l'arrivo a Rieti. Le continue ed innumerevoli scosse hanno reso impraticabili anche altre strade. Le difficoltà per arrivare sul posto dove verrà montato il campo aumentano ogni minuto che passa. Si passa al piano B: lo sdoppiamento del campo in due luoghi diversi, Musicchio e Cornillo Nuovo e si comincia a lavorare. 

 

Il campo di Musicchio conta una decina di tende pneumatiche e l’impianto elettrico in attesa di allacciamento alla rete fissa (al momento in funzione tramite la Torre-Faro della Vab, usata come generatore).  
 

Un po' stanchi ma contenti del lavoro fatto, i ragazzi rimangono in attesa di spostarsi sul campo di Cornillo Nuovo per poter anche lì mettere a disposizione la Torre-Faro in attesa di un allacciamento definitivo.

 

Il giorno dopo i responsabili provinciali fanno sapere che le partenze dei prossimi volontari avverranno da domenica a domenica: la squadra sul posto, che sarebbe dovuta rientrare il venerdì, decide di trattenersi fino alla mattinata di sabato per facilitare i cambi successivi.

 

Nonostante il tempo di permanenza sia di lunga durata per tutti, ancora di più per i tanti già rientrati a lavoro dopo le ferie estive, si registrano diverse adesioni.

 

Alla Vab ci si riunisce il giovedì sera, a due giorni dal sisma: si spiegano i tanti aspetti dell’emergenza in corso. Nonostante l’operatività ordinaria sia già tanta, viene chiesto uno sforzo in più a tutti per organizzarsi al meglio e sopperire a quelle che saranno le necessità future anche a lungo termine.

 

Tutti infatti sono consapevoli che la vera emergenza non si riduca purtroppo ai giorni successivi al terremoto, ma sarà quella delle settimane e dei mesi futuri.

 

"Proprio per questo – dicono dalla stessa Vab – come già fatto per il terremoto dell’Aquila e quello dell’Emilia, abbiamo deciso di non indire nessuna raccolta di vestiario o beni di prima necessità (come ampiamente divulgato sia dal Dipartimento di Protezione Civile che dai vari enti), ma inizieremo con piccoli eventi per la raccolta fondi, che solo in seguito, una volta individuate le reali necessità e persone di fiducia al quale far riferimento direttamente sul posto, verranno destinati".

 

"Il primo appuntamento – annunciano – sarà durante il Palio delle contrade di Bagno a Ripoli, dove ogni anno siamo presenti: coglieremo l’occasione per  organizzare una pesca di beneficenza e la vendita di piante aromatiche e da balcone. Tutti i cittadini che vorranno contribuire potranno decidere di lasciare un recapito telefonico o la propria mail in modo poi da essere avvisati e avvertiti di come verranno investiti i ricavati di queste iniziative".

 

Sabato 27 agosto la squadra partita nel pomeriggio del 24 fa rientro in sede: nonostante la stanchezza non mancano i racconti. Dalle difficoltà prima di poter cominciare a  lavorare per costruire il campo, agli scambi con le persone ospiti che, nonostante tutto, si sono prodigate insieme ai volontari presenti per organizzare una cena con qualche piatto tipico del posto.

 

L'orgoglio di essere riusciti ad essere veramente utili sia con le proprie braccia che con il supporto dell'attrezzatura presente sul mezzo. Il giorno seguente ci saranno altri soci addetti, che ripristineranno con ancora più cura l'ordinaria operatività del mezzo: "Ancora non sappiamo quando – dicono dalla Vab – ma sicuramente ci saranno a breve altre squadre che si recheranno sul luogo del sisma".

 

Un saluto a tutti e si ritorna nelle proprie case dalle proprie famiglie. Forse mai come in questi momenti, il rientro da un servizio o un'emergenza, prende un significato diverso
 

di Redazione

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