Abbiamo visitato la splendida mostra con i “pezzi” del collezionista Albero Mannucci: favolosi

BAGNO A RIPOLI – Inaugurata allo Spedale del Bigallo la Mostra delle antiche macchine per scrivere. Una collezione da ammirare che permette di ripercorrere oltre due secoli di storia di uno strumento che ha rivoluzionato il modo di scrivere e il modo di lavorare.

 

Alberto Mannucci ha iniziato a collezionare macchine per scrivere oltre trent’anni fa, partendo da una celebre “Olivetti Lettera 22”.

 

Da allora studia e ricerca tutto quello che le riguarda. Una storia affascinante, dal Conte Agostino Fantoni di Fivizzano che inventò uno strumento per permettere alla sorella Carolina, diventata cieca, di scrivere, al cembalo scrivano di Giuseppe Ravizza, fino alla Olivetti ET 101, la prima macchina elettronica poi soppiantata definitivamente dal computer. 

 

Al Bigallo si possono ammirare pezzi pregiati. Dai primi strumenti per la scrittura meccanica per non vedenti, alla “Underwood 5”, detta “Signorina successo” per l’incredibile numero di esemplari in cui fu prodotta. Fino alle “Noiseless”, silenziose, utili anche come portatili da guerra, e alle macchine per ufficio Olivetti che conquistarono il mercato internazionale.

 

“Una mostra che sarà anche l’opportunità – ha detto l’assessore Annalisa Massari – per gli studenti del Volta-Gobetti che verranno in visita, di confrontarsi con le radici della scrittura meccanica, prima di computer, smartphone e tablet”.    

 

L’esposizione sarà visitabile fino al 16 novembre, dalle 10 alle 17; sabato 15 novembre fino alle 19.

di Stefano Casprini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...