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mercoledì 28 Settembre 2022
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    Anno dantesco: l’esposizione estiva a Semifonte prende una donna di Siena, Pia dei Tolomei

    L'esposizione di Katia Bassi alla Cappella di San Michele Arcangelo realizzata in collaborazione con la Sartor Antiqua (Happy Days APS) e Francesco Mattonai è visitabile gratuitamente

    BARBERINO TAVARNELLE – “Ricordati di me”, l’esposizione di Katia Bassi alla Cappella di San Michele Arcangelo realizzata in collaborazione con la Sartor Antiqua (Happy Days APS) e Francesco Mattonai, è visitabile gratuitamente dal 21 al 29 agosto 2021 dalle ore 16.30 alle 19,00. Il 29 agosto sarà presente l’autrice.

    Nell’anno dantesco l’esposizione estiva alla Cupola di San Michele a Semifonte prende una donna di Siena, Pia dei Tolomei, come spunto per riflettere sulla violenza di genere.

    ” Il progetto “Ricordati di me” è nato dalla voglia di ricominciare – dice l’autrice Katia Bassi – dopo il lungo periodo di chiusure e isolamento: quasi per gioco, grazie ad Anna Brancaccio che mi ha coinvolto in questa avventura”.

    “Così – prosegue Bassi – abbiamo pensato che nell’anno di Dante parlare della Pia fosse appropriato. Il risultato di questo incontro è una mostra allestita all’interno della Cupola di Semifonte”.

    Nella Cappella di San Michele Arcangelo a Semifonte sono esposte sei tele dipinte realizzate da Katia Bassi appunto, e il costume di Dante realizzato da Anna Brancaccio con la Sartoria Antiqua.

    La cappella già di per sé riesce a creare un’atmosfera particolarissima, ma per un ulteriore livello di narrazione è stata aggiunta un’installazione sonora che riporta letture tratte da “La Pia, leggenda romantica”, opera di Bartolomeo Sestini e canto in ottava rima, realizzato grazie alla preziosissima collaborazione di Francesco Mattonai che ha diretto le voci, recitato e realizzato il montaggio.

    “Deh, quando tu sarai tornato al mondo,
    e riposato della lunga via,”
    seguitò ‘l terzo spirito al secondo,
    “Ricorditi di me, che son la Pia;
    Siena mi fé, disfecimi Maremma:
    salsi colui che ‘nnanellata pria
    disposando m’avea con la sua gemma.”

    “Queste poche parole – spiega Bassi – che Dante fa dire allo spirito di Pia De’ Tolomei nel V canto del Purgatorio, racchiudono l’essenza di quello che oggi si potrebbe facilmente inquadrare in uno scenario di violenza di genere. Nessuno sa dire con esattezza ciò che accadde veramente alla povera Pia De’ Tolomei, forse neppure Dante che lo racconta, ma ciò che viene tramandato nei secoli ispirandosi proprio a quei versi, è che la fine prematura della donna fu perpetrata dal marito per gelosia, chi le aveva fatto una promessa solenne “disposandola con la sua gemma”.

    “Nonostante l’illustre citazione, la storia di Pia – osserva ancora – deve la sua fama soprattutto al poemetto di Bartolomeo Sestini, “La Pia, leggenda Romantica” scritto nei primi anni dell’Ottocento in ottave”.

    “Questa vicenda era tanto famosa che anche le mie nonne la conoscevano. Merito dei “maggianti” che nella notte tra il trenta aprile e il primo maggio andavano per i poderi della Val d’Orcia a cantar gli stornelli in ottava rima. Questa storia celebrata e resa immortale da poeti e musicisti è stata per me fortemente suggestiva e fonte di ispirazione”.

    “Per quanto riguarda le opere esposte, per merito di questa suggestione, alcuni anni fa . conclude Bassi – in collaborazione con la psicologa e psicoterapeuta Ilaria Fabbri nasce il progetto “LuneVelate” un percorso psico-artistico che cerca di raccontare il femminile e il contorto mondo della violenza maschile sulle donne, assemblando immagini e parole.
    Le tele rappresentano donne violate, mute, con un occhio solo, ma anche colte nel momento della loro massima femminilità e fertilità”.

    Visite sabato e domenica ore 16.30 – 19. Per l’accesso è richiesto il Green Pass.
    Per ogni info Fb: @semifonte. Email : info@summofonte.org

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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