Bandi e soldi dal PNRR, tutta la rabbia del sindaco di Barberino Tavarnelle David Baroncelli

"A causa dei criteri usati, noi assistiamo. Partecipando a solo una parte dei bandi a cui ci viene gentilmente concesso, con poca speranza di successo..."

BARBERINO TAVARNELLE – E’ un David Baroncelli a metà fra l’arrabbiato e l’amareggiato quello che commenta la pioggia di milioni di euro che arriverà su molti comuni della Città Metropolitana di Firenze nell’ambito del Pnrr.

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“Ancora – inizia – nuovamente, assistiamo all’assegnazione di nuove risorse e importanti, mai viste negli ultimi anni, ci complimentiamo con colleghi ed enti che sono riusciti a ottenere finanziamenti, e noi?”.

“Noi – denuncia – assistiamo. Partecipando a solo una parte dei bandi a cui ci viene gentilmente concesso, con poca speranza di successo, perché altro non possiamo fare, ma non in silenzio”.

“Si permetta di poter esprimere il nostro dispiacere – prosegue caustico – il nostro disappunto, il nostro scontento. E si provi per una volta anche ad ascoltare la verità”.

“La verità – prosegue il sindaco – di chi non può partecipare, non perché non abbia progetti ma perché i criteri usati non gli consentono neppure di presentare domanda (l’uso dell’indice ISTAT denominato IVSM ossia indice di vulnerabilità sociale e materiale è il principale problema, ma ne parleremo)”.

“E del fatto – rilancia – che negli negli altri bandi (seppur pochi e di dimensioni non paragonabili) o in altri strumenti di finanziamento ordinari non si tenga conto che sarebbe opportuno a quel punto valorizzare chi è stato escluso da questo piano. O quantomeno provare a ridistribuire risorse anche ai comuni che in modo incolpevole e comunque non sostanziale hanno la sfortuna di essere identificati come migliori, ma lo sono? Lo saranno poi dopo questo piano? Io dico di no… anzi. Non lo siamo adesso non lo saremo poi”.

“Tornando agli indici – spiega – se pensiamo che aree di Firenze come Poggio Imperiale od Arcetri hanno peggiore qualità della vita secondo la scienza ISTAT di Comuni come Barberino Tavarnelle o magari Marradi…. Ci siamo già detti molto. Forse troppo”.

“Le modalità di assegnazione delle risorse e dei criteri oltre a concentrarsi tutte in maniera massiva sempre negli stessi territori – denuncia ancora – acuiranno il divario tra centro e periferie territoriali. Perché non siamo un Paese delle metropoli, ma ancora un mondo che coesiste tra città e contado, tra centro e piccoli centri, e ci troveremo più poveri più lontani più svantaggiati con la beffa di sentirsi dire che nei vostri luoghi si vive bene”.

“Ma non grazie a voi – rilancia – sarà la risposta, non grazie alla coesione territoriale che grazie a questo piano non esiste più ma solo grazie allo sforzo e alla fatica delle nostre mani e della nostra gente. E allora che cosa è il PNRR o cosa la gestione lo ha fatto diventare visto da un Comune del Chianti: uno strumento per acuire le differenze che premia alcuni e sempre i soliti e che pagheremo tutti”.

“Ogni bando che passa dalla bandiera europea – conclude – per i comuni cade una stella, e si creano dei baratri di equità inevitabilmente anche in quei territori che dovevamo o avrebbero dovuto garantire la coesione di un sistema equo giusto e bilanciato. Non ci si rimproveri di essere duri oggi, ma si provino ad ascoltare le nostre parole per non continuare a sbagliare anche domani”.

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