giovedì 24 Settembre 2020
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    Barberino piange la scomparsa di Gina Terreni Vivaldi: per tutti era “la maestra”

    Era elegante e sempre curata: metteva il rossetto e la collana di perle. Ma non era mai appariscente. Molto riservata, sapeva ascoltare. Umile, ha vissuto fino all’ultimo pensando agli altri

    BARBERINO VAL D’ELSA (BARBERINO TAVARNELLE) – Barberino piange Gina Terreni Vivaldi: venuta a mancare sabato mattina all’età di 90 anni, il paese le ha dato l’ultimo saluto ieri alle 16 nella chiesa di San Bartolomeo.

    Gina Terreni per tutti era semplicemente “la maestra”. Questo è stato il mestiere che ha svolto per una vita intera, con passione ed entusiasmo: insegnava geografia e italiano in via Semifonte.

    Originaria di Firenze, si trasferì in centro a Barberino, dove ha abitato fino al giorno della sua scomparsa. E dove si fece benvolere sin da subito. Perché era una maestra, oltre che persona, speciale.

    Era una bella signora: alta e dal portamento grazioso. Aveva un’espressione dolce, un volto ancora fresco e giovanile, gli occhi chiari.

    Ha sempre portato gli occhiali da vista. I capelli color castano chiaro adesso erano di un bel brizzolato lucido, lunghi e raccolti.

    Era elegante e sempre curata: metteva il rossetto e la collana di perle. Ma non era mai appariscente. Molto riservata, sapeva ascoltare. Umile, ha vissuto fino all’ultimo pensando agli altri. Sempre solare e positiva, anche nelle difficoltà.

    Aveva una grandissima fede. E’ stata catechista per molti anni in parrocchia a Barberino. Oltre che i bambini, seguiva anche gli adulti: li preparava alla Cresima e al matrimonio.

    Era molto legata e dedita alla famiglia: al marito Piero Vivaldi (nativo di Livorno) e agli amati figli, Annamaria e Giovanni.

    E non faceva mancare l’affetto neppure ai suoi alunni, con molti dei quali aveva mantenuto un rapporto di stima e amicizia fino ad ora.

    Proprio una di quelle alunne, la barberinese Isabella Bagnoli, con la quale la maestra era rimasta in contatto fino all’ultimo, ci tiene a ricordarla.

    Insieme ai suoi ex compagni di classe: la prima elementare dell’anno 1975/1976, arrivata fino alla quinta con alla guida lei e la collega Mariarosa (insegnante di matematica), che si unisce al commovente addio a Gina.

    “Se ne va un’altra istituzione del paese – a parlare è Isabella Bagnoli – Oltre che una mamma amorevole e una moglie devota, la signora Gina è stata la tipica maestra del libro “Cuore”. Ha sempre dispensato amore agli alunni e comprensione ai colleghi”.

    “Amava tanto i suoi allievi – dice – Il suo desiderio era di portarli tutti allo stesso livello, anche chi aveva difficoltà nell’apprendimento. Insegnava a tutti allo stesso modo, in modo chiaro e diretto. Il suo era un talento naturale, un dono”.

    “Quando entrava in classe – racconta – portava il sorriso. Eravamo quattro maschi e dieci femmine, quattro moschettieri e dieci principesse: così ci sentivamo con lei. Abbiamo imparato tanto grazie a lei: ci ha trasmesso dei valori fondamentali”.

    “Cara maestra – si commuove, rivolgendosi a lei – ora sei tornata alla case del Padre Celeste. Che cosa c’è di più bello che tornare tra le braccia del proprio padre?”.

    “Se fosse qui – aggiunge Isabella – mi rimprovererebbe per l’articolo, con quella dolcezza con cui da piccola mi rimproverava perché “ero bighellona”. Non le piaceva stare al centro dell’attenzione, ma credo sia giusto ricordarla, perché era una signora come ce ne sono poche”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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