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lunedì 27 Giugno 2022
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    Botteghe d’arte e tradizioni di famiglia: vite e lavoro intrecciati, fra passato e futuro

    Seconda puntata nella creatività artigianale promosso dal Comune di Barberino Tavarnelle: da Francesco Pistelli, Giuseppe e Francesco Leoncini, Cosimo e Riccardo Marini, Roberto Salvianti

    BARBERINO TAVARNELLE – Dietro ogni abilità artigianale c’è la storia di una famiglia che narra e tramanda i segreti e le conoscenze dei vecchi mestieri, di generazione in generazione.

    Una tradizione che, nonostante l’avanzare della modernità, a cavallo fra passato e futura continua ad alimentarsi di competenze, passioni, creatività.

    La seconda tappa del viaggio nella creatività artigianale “made in Chianti”, ideata e organizzata dal Comune di Barberino Tavarnelle, ha permesso di riscoprire “l’uscio e bottega” del calzolaio Francesco Pistelli di Tavarnelle che, onorato di rappresentare la quarta generazione di una famiglia attiva dalla fine dell’Ottocento, ripara scarpe e realizza sandali e borse su misura nella bottega di sempre.

    Il laboratorio del nonno, situato in piazza Matteotti, sopravvissuto persino alla seconda guerra mondiale.

    L’itinerario negli atelier ha poi aperto le porte della fucina creativa dei cugini Giuseppe e Francesco Leoncini di Marcialla, i falegnami che realizzano infissi in legno con l’inventiva della manualità, portando avanti una passione avviata mezzo secolo prima dai rispettivi genitori.

    Ci sono poi gli artigiani, i fratelli Cosimo e Riccardo Marini di Tavarnelle, eredi di una tradizione familiare nata nel dopoguerra, che producono mobili secondo l’antico stile fiorentino che ha origini molto lontane intagliando e decorando a mano il legno con il gusto per il bello e l’eleganza del passato.

    E anche quella del liutaio, appassionato di tango, Roberto Salvianti è una storia che “vibra” nel tempo. L’artigiano costruisce contrabbassi e violoncelli per i musicisti, le accademie, le formazioni orchestrali italiane ed estere da circa venti anni.

    Il genio toscano e chiantigiano si ritrova nello spirito e negli atelier delle artigiane e degli artigiani di Barberino Tavarnelle.

    Per conoscerli da vicino e promuoverne le eccellenze, eredi di una tradizione sempre più rara che in Italia conta ormai pochissimi rappresentanti, il Comune di Barberino Tavarnelle è entrato nei loro laboratori e ha allestito un viaggio culturale che si è sviluppato attraverso gli strumenti dell’innovazione tecnologica e della comunicazione digitale con la produzione di video, reportage fotografici, kit informativi e materiale cartaceo a disposizione di cittadini e visitatori.

    # Barberino Tavarnelle, valorizzazione degli antichi mestieri: il Comune lancia un nuovo progetto

    Ne è sorta una ricca campagna informativa, pronta a varcare i confini del web, dal titolo “Tradizione artigiana” con la partecipazione di una quindicina di maestranze locali.

    Il progetto, promosso dall’amministrazione comunale e realizzato da Ciclica, sarà presentato il 1 aprile alle ore 15.45 nella sala del Cenacolo, affrescata nel quindicesimo secolo da un grande maestro d’arte come Domenico Ghirlandaio, nell’abbazia millenaria di Badia a Passignano.

    “Le botteghe dell’arte di Barberino Tavarnelle vantano un legame  molto forte con il territorio, hanno una lunga storia alle spalle – dichiara l’assessora allo sviluppo economico Tatiana Pistolesi – che negli anni si è rivelata fondamentale per lo sviluppo della campagna e dei piccoli centri e la tenuta produttiva e sociale di questa zona della Toscana a vocazione agricola”.

    “Crediamo che investire sulla promozione delle abilità di una volta – riprende – portate avanti con sacrificio e determinazione dalle nostre maestranze, sia fondamentale per preservare dai segni del tempo il patrimonio di identità e tipicità di un’intera comunità”.

    “Sono convinta che tradizione e innovazione, come fattori trainanti della ripresa economica del nostro territorio non solo siano in grado di convivere e alimentarsi reciprocamente – continua l’assessora – ma possano rappresentare la formula vincente per incrementare appeal e attrattività del Chianti”.

    “Il progetto messo a punto sulla tradizione artigiana – conclude Pistolesi – mira a valorizzare e coniugare l’artigianato di qualità con le opportunità turistiche che derivano dalla conoscenza del saper fare toscano, sollecitando l’interesse e la curiosità del visitatore verso l’abilità manuale e creativa”.

    Dal percorso negli atelier di Barberino Tavarnelle sono emerse significative storie di vita e lavoro, espressioni di mestieri che continuano a gratificare chi li sviluppa e li innova per non farne perdere la ricchezza.

    “Non potrei fare altro che questo lavoro, tagliare e disegnare calzature, dare alle scarpe una seconda vita è ciò che amo più fare” confessa Francesco Pistelli, orgoglioso di aver tenuto in piedi i sacrifici di un secolo.

    Gli artigiani che non rinunciano al profumo del legno, quello dei cipressi toscani che evoca ricordi e trasforma le emozioni in immagini, sono i falegnami Giuseppe e Francesco Leoncini.

    “La funzionalità delle nostre produzioni – dicono – e l’armonia delle forme che realizziamo su misura nascono dall’alta qualità della materia prima che selezioniamo con grande attenzione, la passione che condividiamo da generazioni fa il resto”.

    Per Cosimo e Riccardo Marini, consapevoli dell’unicità del loro lavoro che affidano all’arte dell’intaglio “la creatività è la migliore espressione dell’azienda di famiglia ed è senza dubbio anche l’aspetto che più ci gratifica”.

    Se l’esperienza coltivata dal liutaio Roberto Salvianti ha una cassa di risonanza internazionale è perché “ogni volta che il suono prende vita nei miei strumenti ad arco è come se rinascessi anch’io”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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