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giovedì 30 Maggio 2024
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    Gli sfondi delle commedie de “I Rampanti” nascono dalla mente e dalle mani di Francesco Bulleri

    Classe 1948, originario di Lajatico ma tavarnellino da 50 anni, ci ha aperto il suo garage... artistico. E ci ha raccontato come è diventato lo scenografo della compagnia teatrale diretta da Sergio Berti

    BARBERINO TAVARNELLE – Fantasia, umiltà e dedizione caratterizzano al meglio il tavarnellino Francesco Bulleri.

    Classe 1948, di origini pisane (precisamente di Lajatico), vive da circa cinquant’anni a Tavarnelle con la sua famiglia.

    Ad accompagnarlo in tutta la sua vita è stata l’arte: una passione innata, che lo ha spinto alla ricerca costante di nuove cose.

    “Fin da giovane mi piaceva fare delle caricature nei posti di lavoro, quando succedeva qualcosa di particolare – ci racconta Bulleri – Divertiva me e i miei colleghi”.

    Nonostante il diploma in elettromeccanica e la frequentazione di scuole distanti dall’arte, non ha mai accantonato questa  passione.

    A tal punto che, durante la pensione, ha ricevuto l’incarico di diventare scenografo di commedie.

    Francesco Bulleri si è infatti cimentato in questo nuovo (e impegnativo) ruolo entrando a far parte della compagnia “I Rampanti”, a Tavarnelle.

    “Una proposta improvvisa e inaspettata” ci dice. Che lo ha colto di sorpresa, ma che al contempo lo ha messo alla prova, regalandogli infinite soddisfazioni.

    La compagnia, diretta da Sergio Berti, è cresciuta sempre di più, tanto che Bulleri ha già realizzato tre scenografie.

    La prima per “L’Acqua Cheta”, la seconda per “Casa nova, vita nova”, la terza per la messa in scena de “I barroccini di Via dell’Ariento”.

    Commedie brillanti e ironiche, in vernacolo fiorentino, messe in sena a Tavarnelle (alla Rampa e all’Acli), Marcialla e Greve in Chianti. Prossimamente anche a Volterra.

    Lavori importanti, che impegnano Bulleri per circa un mese di lavoro.

    Ma le sue abilità non finiscono qui… . E’ infatti capace di dipingere magnifici quadri e di ricavare da una semplice tegola una vera e propria opera d’arte.

    Il suo garage, divenuto ormai un laboratorio artigianale, è il luogo in cui Francesco Bulleri esprime tutto il suo cuore: nella consapevolezza che l’arte è ormai parte essenziale di sé.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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