domenica 17 Gennaio 2021
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    Il suo lavoro era una missione: a 78 anni scompare all’improvviso il dottor Francesco Vettori. Il ricordo

    Mettersi al servizio degli altri era la sua ragione di vita. Medico di base (aveva lo studio a Tavarnelle e a San Donato in Poggio) in pensione da otto anni, ha praticato l’agopuntura fino al suo ultimo giorno

    BARBERINO TAVARNELLE – Venuto a mancare all’improvviso martedì scorso (17 novembre) all’età di 78 anni, il dottor Francesco Vettori ha lasciato un vuoto enorme nel cuore di tanti, tantissimi tavarnellini: pazienti, amici, conoscenti.

    Il funerale è stato celebrato il 18 al Morrocco (dove è sepolto): c’era tanta gente (fuori dal monastero, regolarmente distanziate per via delle norme anti-contagio). Ma, pur nelle limitazioni del periodo, l’affetto è arrivato fortissimo alla famiglia.

    Per Francesco Vettori il suo lavoro era una missione. Mettersi al servizio degli altri era la sua ragione di vita. Medico di base (aveva lo studio a Tavarnelle e a San Donato in Poggio) in pensione da otto anni, ha praticato l’agopuntura fino al suo ultimo giorno di vita.

    Era riservato, tranquillo, taciturno. Ma al contempo forte, un uomo di grande carisma. Di un’umanità e una sensibilità disarmanti. Dinamico, sempre impegnato.

    Aveva un forte senso della famiglia. Con la moglie Andrea formava una coppia davvero affiatata.

    Amava i suoi figli: Giovanni, Candida, Jenny e Cristina (una ragazza brasiliana adottata nel ‘93). Ed era nonno di dieci nipoti, che aiutava e spronava.

    “Ci volevamo molto bene, eravamo simili di carattere – inizia Maria Vettori, la sorella maggiore – Siamo sempre stati insieme, testimoni l’uno della vita dell’altra. Spiritualmente era la mia guida”.

    Il monastero del Morrocco, fra Tavarnelle e San Donato in Poggio

    “Siamo nati a Spicciano, nella casa del fattore – racconta – Eravamo sei fratelli. Il nostro babbo era il fattore del Castello del Nero, la mamma casalinga. Nel 1949 andammo a Firenze perché volevano farci studiare”.

    “Dopo il liceo – prosegue – Francesco si è laureato in Medicina, specializzandosi in Ortopedia. Ma poi ha fatto tutt’altro. Al Morrocco conobbe don Taddei: da lui imparò la tecnica dell’agopuntura e da allora l’ha praticata per tutta la vita”.

    “Ha lavorato molti anni al pronto soccorso del San Giovanni di Dio – ci dice – dove conobbe Andrea, infermiera italo-americana che presto diventò sua moglie. Poi passò al reparto di Chirurgia. Ed infine è stato medico di famiglia”.

    “Negli anni Settanta tornammo alle origini, perché ci mancava il contatto con la natura – ricorda – Ci trasferimmo alle Cameracce, al Morrocco. E da quel momento siamo stati vicini di casa”.

    “Gli piaceva scolpire – aggiunge – Realizzava delle statue di terracotta e le regalava ai fratelli e agli amici. Amava la campagna: si occupava di due cavalli che gli aveva lasciato il nostro babbo. E teneva molto alla casa”.

    “Ha sempre avuto un senso molto religioso della vita – conclude Maria – Cercava di mettere in pratica il Vangelo, da uomo e soprattutto da medico. Fratellanza, giustizia, altruismo erano i valori che perseguiva”.

    “Francesco è stato come un faro per me e mio marito – a parlare è Rosanna Corti, moglie di Ruggero Bacci e carissima amica del dottor Vettori nonché sua paziente – Ci conoscevamo sin da giovani. Insieme anche a Paolo Galletti e ad Anna abbiamo fatto tanti pranzi”.

    “La sua era una compagnia discreta – si emoziona – Senza dire niente infondeva serenità. Non dimenticherò mai il suo modo di parlare e di camminare estremamente pacato”.

    “Ha fatto cose meravigliose… in silenzio – dice – Per gli altri, specialmente per i più bisognosi, c’era sempre, a qualsiasi ora. Andava a trovare i pazienti malati tutti i giorni, stava con loro durante un intervento delicato. Ne ha accompagnati tanti fino alla fine”.

    “E’ stato una persona unica – conclude Rosanna, con la voce rotta – Francesco di nome e di fatto”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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