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lunedì 20 Maggio 2024
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    La Camminata di Pratale e un messaggio dalla nuova Zelanda: la memoria è sempre un bene prezioso

    Brian Newport è nipote di Basil Ansley Newport deceduto a 24 anni il 22 luglio 1944 mentre combatteva per liberare Tavarnelle, il giorno precedente la strage di Pratale. Ecco cosa ha scritto...

    BARBERINO TAVARNELLE – Solo tre parole: “Last we forget!”.

    Dalla Nuova Zelanda al Chianti. Per rievocare quella parabola intensa di vita e libertà che lega da 80 anni le due comunità.

    Parole dense di significato che raccontano la lunga storia che intreccia il destino di terre distanti e rinnovano un’amicizia, una relazione che supera ogni latitudine in termini di spazio e di tempo.

    Una condivisione di valori che viene da lontano, tenuta insieme dal doppio filo di morte e vita, di prigionia e libertà che attraversò il Chianti nell’estate del 1944.

    Erano i giorni del passaggio del fronte, i giorni della Liberazione quando l’atto eroico delle truppe neozelandesi affrancò il Chianti dall’oppressione nazifascista.

    Giovani soldati del 28esimo battaglione venuti dall’altro capo del mondo, come racconta nel dettaglio il volume curato tra gli altri da Stefano Fusi “21 luglio-4 agosto 1944 I giorni della Liberazione. Le truppe neozelandesi da San Donato alle porte di Firenze” per combattere e salvare le terre del Chianti dalla ferocia omicida del regime nazifascista.

    Le parole, accompagnate da una vecchia foto che ritrae un giovane soldato, tornano ad emozionare il popolo dei social.

    Compaiono sulla pagina Facebook del Comune di Barberino Tavarnelle a titolo di commento del post pubblicato a seguito della passeggiata della memoria, organizzata dall’amministrazione comunale in occasione del programma di eventi legati al 25 aprile, nei luoghi segnati dall’eccidio di Pratale, tra le colline del Chianti Fiorentino.

    Chi scrive è Brian Newport, originario di Motueka, Regione del sud della Nuova Zelanda, nipote di Basil Ansley Newport deceduto il 22 luglio 1944 nell’area di Tavarnelle Val di Pesa. È proprio il cittadino neozelandese a rendere nota l’identità dello zio, le circostanze della sua morte, avvenuta durante il passaggio del fronte, e il ricordo a lui dedicato dall’amministrazione comunale e dalla comunità di Tavarnelle che ha riportato il suo nome sul Monumento ai Caduti di Tavarnelle.

    Brian scrive: “My uncle, Basil Ansley Newport, 2NZEF 22/7/1944. His name is mentioned on the cenotaph in Tavarnelle. Lest we forget”.

    Lo zio era nato il 2 agosto 1920 a Motueka, Nelson District, di mestiere faceva il contadino esattamente come i dodici uomini, giovani e adulti che la sera del 23 luglio 1944, mentre i soldati neozelandesi entravano a Tavarnelle per liberarla, furono massacrati a colpi di mitraglie dai soldati nazifascisti nella radura di Pratale.

    Basil Ansley era arruolato nella Brigata di fanteria della Seconda forza di spedizione neozelandese. Era il figlio di Charles Newport e di Marjory Newport di Moutere, Nelson, Nuova Zelanda.

    Nipote di Joshua Ansley Newport e sua moglie Ellen di Upper Uruwhenua, distretto di Takaka.

    Il bisnonno di Basil, Stephen Newport (1810-1888), emigrò a Nelson, in Nuova Zelanda, con i suoi due fratelli Samuel e Joseph Newport, da High Wycombe, Buckinghamshire nel 1842, a bordo della nave di immigrati “Sir Charles Forbes”.

    Alla prima Camminata della Memoria nei luoghi dell’eccidio di Pratale, domenica 28 aprile, promossa e organizzata dal Comune, ha partecipato una quarantina di persone.

    L’itinerario storico-naturalistico, narrato dall’attore Massimo Salvianti, realizzato in collaborazione con l’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea e il Cai Firenze, ha proposto ad appassionati e famiglie, amanti del trekking, l’opportunità di riscoprire le aree di campagna che custodiscono e conservano la memoria di quanto accadde il 23 luglio di 80 anni fa.

    Un passo dopo l’altro, nel cuore del Chianti, per ripercorrere la storia, rendere onore e tenere vivo il ricordo delle vittime di uno degli innumerevoli crimini perpetrati dalla ferocia nazifascista in Toscana.

    E rinsaldare con un simbolico papavero rosso, che oggi cresce copioso nell’area di Badia a Passignano, il legame solidale e indissolubile con il popolo neozelandese.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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