TAVARNELLE (BARBERINO TAVARNELLE) – L’ultimo saluto a Paolo Calosi, “Paolone”, venuto a mancare all’età di 78 anni, è stato dato sul prato della Pieve di San Pietro in Bossolo nel pomeriggio di oggi, martedì 31 agosto. Con una Messa celebrata dal parroco, don Franco Del Grosso.
Tante le persone che hanno voluto essere presenti, compresi i rappresentanti delle istituzioni: il sindaco di Barberino Tavarnelle David Baroncelli, il vicesindaco Giacomo Trentanovi, il sindaco di San Casciano Roberto Ciappi, quello di Greve in Chianti Paolo Sottani, quello di Bagno a Ripoli Francesco Casini, il consigliere regionale Massimiliano Pescini.
Oltre, ovviamente, ai familiari, tanti tavarnellini. E gli amici di una vita, arrivati anche da Firenze e da tante zone della provincia, i compagni di partito di tante Feste de L’Unità.
La Messa è iniziata accompagnata dal suono di un violino. Con il vento e la minaccia della pioggia, annunciata dai tuoni.
“Carissimo Compagno sacerdote, così mi scriveva Paolone in un messaggio telefonico dopo che ero stato a trovarlo durante la malattia – ha detto nell’omelia don Franco – ti ringrazio tanto perché sei venuto a trovarmi e ti auguro tanto bene, tanta salute, tanta felicità… . E terminava scrivendo Evviva la vita!”.
“Paolo – ha proseguito don Franco – è stato una personalità interessante, viva, complessa, perché aveva tanti interessi e tante belle cose dentro. Una personalità che entrava in comunicazione con gli altri, sapeva ascoltare ed esprimere il proprio pensiero: incarnava l’anima popolare più nobile, più bella che ci poteva essere”.
“Paolo era un uomo che amava la vita – sono state ancora le parole del sacerdote – e credo che questo sia importante. Amare la vita sempre, la vita propria e la vita degli altri: e lui lo diceva a tutti. Ma ha detto una cosa particolare, ha detto anche… Evviva il Vangelo, in tutta la sua simpatia: era una persona esplosiva nel vero senso della parola!”.
“Un grande organizzatore – ha ricordato – che sapeva fare tante cose belle. Io l’ho sperimentato anche in certe piccole cose, nel restauro di un tabernacolo. Ma anche quando si è accorto che la nostra chiesa del Borghetto aveva bisogno, lui si è dato da fare in modo eccezionale, come nessun altro aveva fatto. Un uomo con le sue idee, che però sapeva ascoltare gli altri”.
Alla fine della funzione hanno preso la parola il nipote e la nipote di Paolo: “Caro zio, non possiamo che esserti grati per la tua spensieratezza nel vivere, per il tuo attaccamento alla vita, per la tua generosità, talvolta eccessiva ma vera, autentica. Hai testimoniato l’impegno per la politica, per gli ideali della sinistra. Il tutto con grande passione ma anche con un po’ di sana follia…”.
“Tu – hanno proseguito – sei stato un SanNiccolino (del quartiere di Firenze di San Niccolò, n.d.r.) doc dove sei nato e cresciuto. Ognuno oggi ripensa ai ricordi di tante avventure, battaglie portate avanti con il partito dove hai insegnato a tante persone il valore della bella politica, del volontariato, della bellezza e generosità. Finiamo citando una frase di un film che ti appartiene, girato nel rione di San Niccolò che racchiude il tuo modo di vivere, comprese le “zingarate” con gli amici proprio come nel film Amici Miei… . Grazie “Paolone” grazie zio e come dicevi te… Un bacio con il vento”.
Poi, un ricordo dalla sorella Paola: “Grazie Paolo perché siamo stati sempre bene con te, grazie perché ci siamo voluti sempre tanto bene”.
La parola è passata poi al sindaco di Barberino Tavarnelle, David Baroncelli: “Paolo rappresenta la storia – ha detto – Non una storia, ma LA storia di ciascuno di noi. Paolo ci ha accompagnati, ci ha guidato, ci ha avviato e formato. In quella storia che rappresenta il periodo più bello che io ho vissuto nella grande famiglia politica, che mi ha insegnato a fare senza chiedere, ad adoperarsi per gli altri”.
“E anche quando le nostre strade hanno preso vie diverse – ha proseguito – ma vie comunque vicine, Paolo ha sempre lavorato per ricomporre quell’unità, quella grande comunità di compagni e compagne, di amici e amiche su cui aveva lavorato e speso la vita”.
“Non nel silenzio – ha ribadito Baroncelli – ma nel sorriso, nella capacità di guardare e far guardare le cose usando l’esempio. Quello vero, quello forte della dedizione, del sentire che stavamo facendo qualcosa d’importante: per gli altri e per gli ultimi”.
“Amministratore – ha ricordato ancora – assessore del Comune di Tavarnelle, uomo di partito e uomo di comunità, mi hai insegnato il valore di essere di parte, ma che quando si rappresentano le istituzioni si rappresenta tutti. E che quei valori, di quella parte, dovevano essere faro e guida della nostra azione, del nostro sentire, nel rispetto più profondo delle differenze degli altri. Io non so se saremo e siamo stati in grado di seguire il tuo esempio ogni giorno: ci si chiede questo, ci interroghiamo sui nostri valori, su quello che ci hai insegnato”.
“Perché Paolo ha creduto nei giovani – ha tenuto a dire il primo cittadino – perché credeva che i giovani fossero la salvezza della politica. E bisogna avere anche il coraggio di dire che non sempre lo siamo stati. E allora, seguendo il suo esempio, il suo inno alla vita e, soprattutto negli ultimi tempi, al recupero di un’unità della nostra grande famiglia, credo davvero che gli insegnamenti siano lasciati a ciascuno. Ai nostri ricordi e ai nostri profondi momenti vissuti con lui, sempre con un sorriso”.
“Per te Paolo – ha aggiunto ancora – ho scritto delle parole che credevo interpretassero al meglio quello che era stato il nostro essere compagni. Il tuo insegnarmi, insieme a Antonio (Apostolico, n.d.r.), insieme a tanti altri compagni che hanno seguito e si sono spesi, che ci hanno preso per mano e ci hanno condotto fino alla soglia delle istituzioni. E del rispetto della nostra comunità”.
“C’è una poesia infinita in ogni sguardo che hai dato alla vita – ha concluso – c’è una passione inesauribile per la politica come impegno civico e come dovere, prima che come affermazione personale. C’è una delicatezza straordinaria insita in ogni gesto per gli altri, anche il più duro se e quando era necessario. Hai dato tanto a chi ha saputo ascoltare: passione, delicatezza e poesia. A me hai dato tanto, e tanto ancora devo imparare da quello che mi hai dato, ciao compagno Paolo”.
Hanno poi concluso con un ricordo Stefano Fusi, ex sindaco di Tavarnelle, e Patrizio Mecacci, che tanto percorso politico ha compiuto insieme a Paolo Calosi. Anche loro con tanti ricordi ed esempi che Paolone ha portato, arricchendo anche il territorio con la sua cultura.
Una nipote ha ricordato, infine, che lo zio amava salutare con “un bacio con il vento”.
E quel vento è soffiato sul prato della Pieve: forse era un bacio che Paolo ha mandato a tutti i presenti, per l’ultima volta, con in sottofondo le note di “La porti un bacione a Firenze”.
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