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martedì 15 Giugno 2021
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    Nella questione della Distilleria Deta irrompe… Matteo Renzi: scintille fra Comitato e Italia Viva

    Il Comitato: "Feroce e inconsulto attacco a cittadini che stanno lottando democraticamente, con i propri denari e mezzi per il diritto alla salute e il lavoro, lì dove la politica ha fallito"

    BARBERINO TAVARNELLE – Nella già rovente questione dell’ampliamento di produzione della Distilleria Deta, con la realizzazione del nuovo camino da 60 metri, irrompe anche… Matteo Renzi.

    Sì, avete letto bene. Ovviamente non lo fa direttamente, ma attraverso una durissima presa di posizione del comitato di Barberino Tavarnelle di Italia Viva.

    # Italia Viva sulla Deta: “Il Comitato della Valdelsa in assenza di argomenti tira in ballo il Tar”

    Ma Renzi viene tirato in ballo soprattutto dalla altrettanto dura risposta del Comitato per la Tutela e la Difesa della Val d’Elsa. Che replicando a Italia Viva mette dentro anche il senatore di Rignano.

    “E’ stata molto discussa dal Comitato – inizia la replica – la presa di posizione della delegazione locale di Italia Viva, ritenuta da molti offensiva e lesiva della dignità, in particolar modo dove si definiscono i componenti del Comitato al rango di tifosi. E identifica i cittadini che aspirano ai sacri diritti della salute e del lavoro come “infiltrati poco raccomandabili””.

    “Siamo “increduli” anche noi – prosegue il Comitato tirando in ballo Renzi – per usare un termine caro ai membri di questa piccola componente politica. Termine usato per manifestare il loro dissenso alla mozione n. 5 del consiglio comunale di Montespertoli che condannava le dichiarazioni fatte da un Senatore della Repubblica Italiana sull’Arabia Saudita lodata come nuova culla del “Rinascimento”. Un Paese che usa sistematiche violazioni dei diritti umani,più volte denunciate dagli osservatori, un modello di mercato del lavoro basato su una forza lavoro sfruttata a basso costo”.

    “Questa infelice affermazione – rilanciano – umilia la Toscana, terra che ha dato principi e valori ai diritti dei lavoratori. E culla di quel Rinascimento che ha visto nascere e lavorare i più grandi ingegni che in tutto il mondo sono il vanto della nostra nazione”.

    Il consiglio e i componenti del Comitato si definiscono “indignati. E’ un feroce e inconsulto attacco a cittadini che stanno lottando democraticamente, con i propri denari e mezzi per il diritto alla salute e il lavoro, lì dove la politica ha fallito. I vari tentativi di confronto con l’amministrazione locale e le istituzioni non sono andati a buona fine. I consiglieri del Comitato si sono confrontati con quasi tutte forze politiche, Italia Viva compresa, alla ricerca di sostegno. Deve essere chiaro a tutti che non abbiamo portato in giudizio le istituzioni per diletto, non stiamo spendendo denaro per divertirci, ma per difendere la nostra salute e le migliaia di posti di lavoro che genera l’economia del territorio”.

    “La nostra economia – rilanciano – è legata alla storia millenaria di questa terra, alla preziosa storicità della parola Chianti, passaporto in tutto il mondo di eccellenza toscana. I milioni di turisti che vengono su questo territorio, non verranno certo per ammirare una ciminiera di 60 metri e respirare un’aria nauseabonda e forse malsana, la cui composizione dei fumi e delle polveri fini ci è oscura”.

    “Qui ci sono uomini e donne che amano questa terra – precisano ancora – la custodiscono per i loro nipoti, non permetteranno che forse, per noi incomprensibili interessi, si mini la salute, si denigrino e svalutino la forte identità e la bellezza di questa valle”.

    “Per quanto riguarda le problematiche ambientali – ribadiscono – siamo preoccupati perché non abbiamo mai avuto risposte e documenti che accertassero le nostre legittime richieste di valutare l’impatto della ricaduta di fumi, non solo quelli previsti per legge ma in tutto il loro complesso. Le polveri fini finiscono direttamente nel sangue, non sappiamo cosa ciò può comportare alla salute pubblica. Siamo lieti che voi abbiate avuto accesso alla fonte alla quale documentarvi, peccato però che non abbiate voluto venire al tavolo di confronto con tutte le forze politiche che noi abbiamo aperto. Le cose che noi difendiamo sono fatti!
    Il Comune ha dimostrato una certa reticenza a fornirci i documenti, ha cercato di procrastinare fino all’esasperazione i temini di consegna, per ostacolare il nostro iter di adire le vie legali, forse c’è il timore di farci consultare e leggere con attenzione quello che è successo”.

    “Noi – concludono con un’altra stoccata che tira in ballo Renzi – siamo una rappresentanza di cittadini onesti che chiedono salvaguardie. Viviamo in una regione di uomini e donne forti della loro storia e tradizioni, culla dei più grandi artisti del mondo che oggi, per le affermazioni del vostro leader, si rivoltano nella tomba”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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