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martedì 28 Giugno 2022
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    Quindici vie al femminile a Barberino Tavarnelle: il sindaco ha presentato il progetto

    David Baroncelli: "Un'azione pubblica incisiva che vuole attuare un cambiamento culturale non più rinviabile"

    BARBERINO TAVARNELLE – Barberino Tavarnelle avanza su strade di rispetto e valorizzazione delle donne.

    L’amministrazione comunale prova a cambiare la storia e invertire la tendenza discriminatoria, diffusa nel territorio nazionale e locale, tesa allo squilibrio tra toponimi maschili e femminili.

    Un’azione per il cambiamento culturale del paese che modificherà il tessuto urbano in maniera permanente.

    Quindici vie comunali omonime, divenute doppie a seguito della fusione degli ex comuni di Barberino Val d’Elsa e Tavarnelle, si preparano a cambiare nome e saranno intitolate tutte a figure femminili scelte dagli stessi cittadini.

    Il percorso, volto al conferimento delle nuove denominazioni stradali, ha ottenuto l’approvazione ufficiale della Prefettura e può procedere dal punto di vista tecnico.

    Il sindaco David Baroncelli lo ha presentato pubblicamente in occasione dell’iniziativa, organizzata dall’assessorato alle pari opportunità presso la biblioteca comunale di Barberino Val d’Elsa in collaborazione con Toponomastica femminile.

    “Dal censimento toponomastico nazionale – dichiara il sindaco David Baroncelli – risulta che la media di strade intitolate a donne va dal 3 al 5 per cento, in prevalenza madonne, martiri e sante, mentre quella delle strade dedicate agli uomini si aggira intorno al 40 per cento, un grave divario che il nostro comune ha deciso di colmare nella toponomastica comunale”. 

    Viale 2 Giugno, via Aldo Moro, via San Giovanni Gualberto, via delle Fonti sono alcune delle strade che, dopo la riunificazione dei comuni di Barberino val d’Elsa e Tavarnelle, presentano casi di omonimia nel territorio del nuovo ente.

    Da qui la necessità di assegnare una nuova denominazione e la volontà politica di farle rinascere le con i nomi e i percorsi biografici di donne che hanno contribuito alla crescita democratica del paese.

    A partire proprio dai nomi delle madri costituenti come Nilde Iotti, Bianca Bianchi, Lina Merlin e tante altre delle quali narra la mostra che trova spazio alla Casa della Cultura “Alda Merini”.

    Un viaggio nella storia che i lettori-visitatori, nella fascia oraria di apertura della biblioteca, possono compiere attraverso l’allestimento corredato di pannelli dedicati alle Madri Costituenti, alle 21 donne che hanno impresso un segno indelebile nel percorso che ha portato alla nascita della Repubblica Italiana. 

    “Il progetto mira ad un’azione pubblica incisiva, dovuta e di civiltà, attraverso la valorizzazione di figure femminili, che tanto hanno dato alla nostra società – aggiunge il sindaco Baroncelli – ci proponiamo di raggiungere l’obiettivo, non più rinviabile, di equilibrare il gap di genere nella toponomastica comunale”.

    Dalla consultazione pubblica sono emersi diversi nomi di donne, alcuni proposti dall’amministrazione e altri dalla popolazione.

    “Abbiamo voluto che la rosa di nomi – precisa l’assessora Marina Baretta – fosse rappresentata da donne che si sono distinte per il loro impegno nei vari settori culturali, dalla politica all’arte, dalla scienza alla medicina, dal giornalismo all’educazione”.

    Il Comune ha cercato di rappresentare la dimensione universale, partendo dalla realtà locale di Barberino Tavarnelle.

    “Tra le altre – viene annunciato – intitoleremo una strada ad un’ostetrica molto conosciuta del nostro territorio, Giuseppina Galletti, abbiamo accolto anche proposte come quella della pediatra Angiola Borrino, suggerita dalla nostra pediatra, la dottoressa Maria Tolu, che ringraziamo per la collaborazione”.

    Parallelamente al progetto è stato definito un percorso culturale ed educativo curato in collaborazione con Toponomastica femminile che si realizzerà con la ricerca, l’allestimento di mostre e la produzione di un quaderno caratterizzato da illustrazioni e biografie delle donne, materiale che sarà diffuso e rivolto al mondo scolastico e alla cittadinanza.

    All’iniziativa “Per strade nuove. Toponomastica femminile e parità di genere” hanno preso parte alcune esperte come Paola Malacarne e Sara Marsico dell’Associazione Toponomastica Femminile, la professoressa Lucia Salvietti, docente del Comprensivo “Don Lorenzo Milani”, Valeria Vantaggi e Daniela Narducci, rispettivamente caporedattore e managing editor di Vanity Fair.

    Dalla collaborazione sul tema della toponomastica con il settimanale nazionale Vanity Fair è nata anche la realizzazione di una targa con qr-code, collocata all’interno della biblioteca comunale di Barberino Val d’Elsa che rimanda ad un approfondimento multimediale dedicato a Nilde Iotti.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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