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mercoledì 5 Ottobre 2022
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    “Consumare quelli congelati o surgelati solo dopo averli portati a bollitura a 100°C”

    FIRENZE – La circolare ministeriale parla chiaro: "Seppure vi sia stata una lieve diminuzione delle segnalazioni rispetto al picco osservato nei periodi di aprile-maggio, l’incidenza rimane ben oltre l’atteso".

     

    L’allarme è per i frutti di bosco congelati o surgelati. Più esattamente per i rischi di contrarre l’epatite A consumando frutti di bosco surgelati senza le dovute precauzioni.

     

    L’epidemia si era diffusa nei mesi scorsi in diversi paesi dell’Unione Europea ed aveva avuto un certo rilievo anche sulla stampa locale. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha avviato una serie di iniziative per contrastare il fenomeno coinvolgendo le strutture che nelle Aziende sanitarie provvedono alla sicurezza alimentare.

     

    Dai controlli per ricostruire la provenienza dei prodotti che hanno veicolato il virus all’esatta definizione del quadro fino alla sensibilizzazione dei consumatori riguardo le precauzioni da adottare per scongiurare i pericoli di contagio.

     

    Le indagini svolte dalla task force del Ministero della salute indicano che, seppur con valori decrescenti rispetto al picco di aprile e maggio, le cifre in termini assoluti sono fortunatamente contenute ma con un incremento secondo l’Istituto superiore di sanità del 65%.

     

    Le segnalazioni di epatite A in Italia fra il 23 maggio e il 30 settembre 2013 sono state 640 di cui 219 certamente riferibili al consumo di frutti di bosco, in Toscana 59, di cui 29 attinenti a ribes, mirtilli, lamponi. A livello locale le segnalazioni riferibili a consumo di frutti di bosco sono state 4, di cui solo per una è stato dimostrata la presenza del virus nei mirtilli abitualmente consumati.

     

    Intanto proseguono le analisi sui frutti, esaminati per lotti, cercando di tracciare in quale punto della filiera di distribuzione potrebbe essere avvenuta la contaminazione. Naturalmente tutti i lotti risultati positivi sono stati sottratti al mercato a tutela dei consumatori, ma non è escluso siano ancora in commercio altri prodotti congelati/surgelati di pari specie, ma diversi da quelli che hanno fatto scattare l’allarme.

     

    La raccomandazione dell’Unità che si occupa di sicurezza alimentare nell’Azienda sanitaria di Firenze, ribadita in questo periodo di stravizi gastronomici legati alle festività, è dunque quella di consumare frutti di bosco congelati o surgelati soltanto dopo averli cotti portandoli a bollitura a 100° per almeno due minuti.

     

    Analoga procedura va seguita anche nel caso di salse o marmellate e né queste né i frutti vanno impiegati crudi nemmeno a guarnizione di piatti come crostate, semifreddi, yogurt.

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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