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giovedì 30 Giugno 2022
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    I Cobas: “Il progetto regionale sul 118 scarica sugli infermieri tutte le responsabilità”

    Sindacati autonomi durissimi sul progetto dell'emergenza-urgenza che preoccupa il Chianti fiorentino: "Sono "arrosti" fatti tra establishment regionali, aziendali e i sindaci delle aree coinvolte"

    FIRENZE – “Continua da parte della direzione generale USL Toscana Centro un utilizzo improprio e inopportuno dell’emergenza territoriale 118, da anni sotto tiro del “cosiddetto” terzo settore e in attesa che la Regione Toscana e la stessa azienda trasferisca competenze e prestazioni tali da soddisfare gli appetiti speculativi del privato sociale in nome del profitto”.

    A dirlo sono i Cobas, i sindacati autonomi che definiscono “una privatizzazione che contestiamo duramente” questo modello.

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    “Non solo – rilanciano i Cobas – ma in nome del risparmio della spesa e delle compatibilità economiche, privi di un progetto che rilanci e potenzi l’emergenza territoriale 118, si cerca di implementare, in un contesto di forte carenza di personale medico da noi denunciato da anni, un modello organizzativo utilizzando strumentalmente la figura dell’altro importante professionista della salute ovvero l’infermiere allo scopo di coprire dette carenze”.

    “Il progetto regionale e aziendale in essere – denunciano i sindacati autonomi – scarica sull’infermiere tutte le responsabilità a risorse e a costo zero, senza che le medesime siano condivise in sede appropriata ovvero contrattazione integrativa aziendale e regionale e previa una consultazione vincolante degli operatori sanitari interessati: non ci stiamo!”.

    “Ad oggi – rivendicano – solamente nel contesto organizzativo dell’emergenza territoriale fiorentina ci sono 13 ambulanze infermieristiche operative, che nonostante il caos e le ambiguità gestionali di gran parte della direzione aziendale, hanno sempre dimostrato capacità e professionalità interventistica di alto profilo e i dati sono a lì a dimostrarlo”.

    “Gli infermieri del 118 – rilanciano i Cobas – hanno già fermamente dichiarato di non volere essere la semplice sostituzione della figura medica o la stampella di modelli organizzativi deboli e improvvisati, ma chiedono un chiaro loro utilizzo e un adeguato riconoscimento professionale ed economico, affermazioni queste ritenute il caposaldo rivendicativo da parte dei delegati Rsu Cobas nella Asl Toscana Centro, affinché si apra un tavolo autorevole di confronto aziendale e cessi qualsiasi misura organizzativa autoritaria: vedi il cosiddetto PPS del presidio ospedaliero Serristori, il PET Montemurlo e l’annunciata riorganizzazione del Chianti fiorentino!”.

    “Sono “arrosti” fatti tra establishment regionali – accusano ancora – aziendali e i sindaci delle aree coinvolte in questa inaccettabile riorganizzazione dell’emergenza territoriale 118. Come delegati Rsu Cobas pubblico impiego USL Toscana Centro chiediamo che la Regione Toscana formalizzi un progetto a lungo respiro dell’emergenza territoriale 118 e dei Dipartimenti di Emergenza”.

    E ancora, “che il medesimo sia sottoposto ad un confronto sindacale con la Rsu, che lo stesso si basi su adeguate risorse di personale medico e infermieristico senza confusioni di ruoli, competenze e responsabilità, centralità del servizio pubblico del sistema emergenziale riconducendo il volontariato del terzo settore sociale nei limiti e nei confini di propria competenza”.

    “Pregiudiziale a tutto questo – concludono – diventa la definizione di un adeguamento retributivo dell’infermiere, un aggiornamento continuo e specifico della formazione e la implementazione di procedure operative. Se a quanto sopra non si avranno adeguate risposte e il ripensamento di decisione e modelli organizzativi autoritari saranno attivate le necessarie misure di lotta e mobilitazione!”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA 

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