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martedì 27 Luglio 2021
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    L’impegno dei Comuni del Chianti fiorentino per abolire la “Tampon tax”

    I sindaci e i rappresentanti delle politiche di genere: "Gli assorbenti devono essere considerati alla stregua dei beni di prima necessità"

    CHIANTI FIORENTINO – I Comuni del Chianti fiorentino e il Tavolo Politiche di genere si uniscono all’appello per abolire la “Tampon tax”, ovvero l’Iva su assorbenti e prodotti igienico-sanitari femminili.

    La firma è avvenuta nella sala consiliare “Falcone e Borsellino” del Comune di Bagno a Ripoli.

    L’iniziativa è promossa dall’associazione “Tocca a Noi” assieme alla consigliera comunale di Firenze Laura Sparavigna, impegnata in queste settimane in un “Tampon Tax tour” su tutto il territorio nazionale.

    L’obiettivo è quello di raccogliere quante più firme possibile per chiedere al Parlamento di abolire la tassazione sugli assorbenti femminili e sui pannoloni per bambini e anziani.

    Erano presenti i sindaci Francesco Casini (Bagno a Ripoli), Roberto Ciappi (San Casciano), Paolo Sottani (Greve in Chianti), David Baroncelli (Barberino Tavarnelle), Alessio Calamandrei (Impruneta) e l’assessore Francesca Cellini (Bagno a Ripoli).

    Insieme a loro, i rappresentanti del Tavolo Politiche di genere le assessore Laura Cioni (Impruneta), Marina Baretta (Barberino Tavarnelle), Eleonora Francois (Bagno a Ripoli), Maria Grazia Esposito (Greve in Chianti), il sindaco Ciappi e le rappresentanti sindacali Laura Scalia (Cgil Chianti), Maria Grazia Viganò (Fnp-Cisl), Maria Pia Leoncini (Fnp-Cisl Firenze Prato), Daniela Borselli (Cgil-Spi Firenze).

    “La tampon tax, ovvero l’aliquota sul valore aggiunto applicata su assorbenti, tamponi e coppette mestruali, è un’imposta che riteniamo debba abolita – dichiarano  i sindaci, le assessore e i rappresentanti del Tavolo Politiche di Genere – non ne facciamo una questione ambientale, la nostra adesione alla campagna “Un nuovo ciclo” nell’ambito della Tampon Tax Tour è un’azione diretta a combattere un sistema di tassazione ingiusto e discriminatorio e ad eliminare quella che legittimamente è considerata una disparità fiscale di genere”.

    “Gli assorbenti – rilanciano – non sono un prodotto di lusso sono un’esigenza costante che si ripete nel tempo cui ogni donna non può rinunciare. Non riusciamo a comprendere il motivo per cui i prodotti igienici femminili, come anche i pannolini per i neonati, siano sottoposti all’aliquota ordinaria del 22% perché non considerati bene di prima necessità mentre altri beni, come il latte, i libri, gli occhiali sono tassati al 4%”.

    “Tra gli Stati dell’Unione Europea che applicano l’Iva sui prodotti igienici femminili – ricordano – l’Italia occupa uno degli ultimi posti. Gli assorbenti devono essere considerati alla stregua dei beni di prima necessità, indispensabili a condurre una vita dignitosa”.

    “Per tutte le donne – concludono – che devono potersi sentire a loro agio e agire liberamente quando si tratta del loro corpo”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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