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giovedì 30 Giugno 2022
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    Interviste “Parlamentarie”: “Il nostro petrolio sta in queste parole”

    Rosa De Pasquale ha 55 anni, è deputata uscente e fa parte degli undici candidati fra i quali gli elettori che domenica si recheranno a votare per le "Parlamnetarie" del Pd in provincia di Firenze potranno scegliere.

     

    Perché esprimere una preferenza per lei?

    "Vengo dalla società civile, ero il dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, per intenderci quello che una volta era il Provveditore agli Studi di Firenze. Questi cinque anni di prima legislatura  in Parlamento sono stati anni molto difficili. Contro una maggioranza schiacciante,  l’opposizione della quale ho fatto  parte come Pd ha cercato di combattere una battaglia veramente impari, riuscendo a disarcionare il Governo e a cercare di salvare, non senza grande difficoltà anche a causa  delle numerose scelte operate dal Governo Monti non sempre condivise, il Paese. Ora siamo alle porte di nuove elezioni e occorre lavorare per far vincere il Pd affinché riesca a tornare al Governo di questo Paese, per imprimere una svolta significativa e necessaria. Svolta che riparta dalle persone che maggiormente si trovano in difficoltà oggi, che rimetta al centro la scuola e con lei l’Università, la ricerca, in poche parole l’istruzione e la cultura, perché non è assolutamente vero che con la cultura non si mangia, come affermava Tremonti. Proprio per questo motivo chiedo di essere votata alle primarie del 30 dicembre! Infatti  in questi anni mi sono battuta per la nostra scuola, per la nostra Università e per la nostra ricerca, purtroppo avendo pochissimi spazi di vero movimento ma operando spesso per i territori dei veri e propri piccoli miracoli come quello di ottenere finanziamenti per gli edifici di numerose nostre scuole, o l’ aumento dell’organico degli insegnanti di sostegno, degli insegnanti per la scuola in carcere,  dei corsi per gli adulti e per il tempo pieno nella scuola primaria. Nella prossima legislatura vi sarà necessità  di portare competenze, sensibilità e determinazione. E io ritengo di poter dare questi tre caratteri al mio mandato, unitamente all’esperienza di una prima legislatura veramente dirompente".

     

    Rapporti con il territorio, una ricchezza per chi è a Roma? Come avrà intenzione di mantenerli?

    "Assolutamente e deve tornare ad esserlo ancor di più. In questi primi 5 anni di mandato ne ho fatto la ragion d’essere del mio impegno. Del resto la sovranità è dei cittadini, i deputati sono dei loro rappresentanti, non è retorica, è quanto afferma la nostra Carta Costituzionale ed il territorio è il luogo dal quale parte ed arriva ogni e qualsiasi scelta politica, per cui è indispensabile averlo al centro della propria attenzione. Proprio per dare vero peso a queste mie parole,  ho inteso attivare con questa mia nuova candidatura,  un patto partecipativo tra eletto ed elettori, che intendo portare avanti per cercare di riattivare questo corretto rapporto democratico. Il patto si sviluppa su quattro punti, in particolare: è un impegno reciproco tra elettori e candidati alle elezioni che si realizza già durante il periodo che precede l’espressione del voto e il risultato elettorale;  è un impegno etico in cui tutte le componenti del Paese mettono il bene comune come obiettivo prioritario e prevalente su interessi personali e/o di parte;  è un impegno programmatico in cui cittadini e candidati offrono il meglio delle proprie competenze per elaborare, per dare concretezza ed attuazione ad un progetto condiviso; è un impegno partecipativo per gli eletti a dare una informazione trasparente sul proprio operato e a favorire la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali; per i cittadini a seguire in modo attivo e costante l’azione politico-amministrativa con spirito costruttivo e, quando serve, con stimoli critici. La situazione nella quale ci troviamo di crisi della Politica, è dovuta in gran parte proprio ad una mancanza di adeguata partecipazione che ha generato sfiducia e senso d’impotenza nei cittadini. Proprio per questo,la richiesta di un impegno reciproco, è una scommessa alla quale chiamo tutti coloro che mi voteranno e sarà mia preoccupazione a far sì che si possa  di fatto attivare".

     

    Le tre priorità per il Paese e i modi con cui perseguirle…

    "Come ho già detto la prima priorità è l’istruzione, con al centro innanzitutto la scuola, quale motore di crescita e sviluppo di un territorio e della sua comunità, poi di conseguenza l’Università e la ricerca, in una parola la dimensione culturale anch’essa sempre più legata al territorio. E’ da lì che riparte tutto, è dal nostro vero “Petrolio” che in questi anni è stato così bistrattato e depauperato. E’ partendo da questo motore che posso citare poi le altre due priorità : una maggiore giustizia sociale ed una spinta adeguata per uno sviluppo economico sostenibile che riattivi il mondo del lavoro e dell’impresa. Come perseguirle queste tre priorità? Proprio ripartendo dai territori, ripartendo dal basso, da una aumentata partecipazione e condivisione dei problemi, attraverso una ritrovata identità comune, che sa valorizzare e istituzionalizzare le tante buone pratiche che tengono in vita e fanno crescere il tessuto connettivo del Paese e di conseguenza, attraverso la promozione di un adeguata attività legislativa e di indirizzo nei confronti del futuro Governo.  E’ questa per me infatti la politica, come ebbe a dirci Don Milani: “Ho imparato che il problema dell’altro è uguale al mio, sortirne insieme è la Politica, sortirne da soli è l’avarizia”".

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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