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lunedì 4 Marzo 2024
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    Archeologia nel Chianti senese: dal 6 novembre al 22 dicembre campagna di scavi al Castellare di Collepetroso

    Operazione promossa dal Gruppo Archeologico Salingolpe. Previste giornate aperte ai visitatori: gli studiosi illustreranno a tutti l’importanza del sito e dei risultati conseguenti all’attività scientifica

    CHIANTI SENESE – Nuove indagini archeologiche nel cuore del Chianti senese. Dal 6 novembre al 22 dicembre si terrà la prima campagna di scavi archeologici del Castellare di Collepetroso, un luogo situato tra Castellina e Radda in Chianti, afferente al territorio comunale di quest’ultimo comune.

    Lo scavo è in concessione data dalla direzione generale ABAP del ministero della cultura ed è sostenuto dal Comune di Radda unitamente alla proprietà del sito: i coniugi Claudio e Clarissa Petreni. La direzione scientifica è affidata all’archeologo Paolo Medici.

    L’operazione è promossa dal Gruppo Archeologico Salingolpe, associazione attiva in Chianti fin dal 1987, già promotrice di indagini scientifiche (basti ricordare le necropoli etrusche castellinesi del Poggino e di Casarosa), di numerose ricerche storiche e di eventi culturali di valorizzazione territoriale.

    Il tutto, nelle sue fasi logistiche e di ausilio agli archeologi, avrà anche la preziosa collaborazione delle associazioni Chianti Storico e Via Romea Sanese Accessibile.

    “È con grande entusiasmo – dichiara Pier Paolo Mugnaini, sindaco di Radda in Chianti – che l’amministrazione comunale annuncia la promozione dello scavo archeologico di Collepetroso. Un progetto che può rappresentare un’opportunità unica per esplorare le radici della nostra storia e la ricca eredità culturale di chi ci ha preceduto”.

    “Il nostro impegno verso le indagini di Collepetroso – prosegue – va oltre la ricerca storica, pur sostenuta. Con questo progetto vorremmo promuovere l’educazione, la consapevolezza e il coinvolgimento dei cittadini, specialmente dei giovani, nel complesso ma essenziale processo di recupero e conservazione del nostro patrimonio culturale”.

    “Siamo grati per il supporto degli studiosi – aggiunde ancora – degli esperti e degli appassionati che hanno reso possibile questo scavo archeologico, così come dei coniugi Petreni per la compartecipazione e l’assenso alle indagini. L’ impegno e la dedizione sono un esempio di ciò che possiamo realizzare quando lavoriamo tutti insieme, stringendo sinergie chiare, utili e costruttive”.

    Lo scavo di Collepetroso, infatti, prevederà alcune giornate aperte ai visitatori, nelle quali gli studiosi illustreranno a tutti l’importanza del sito e dei risultati conseguenti all’attività scientifica.

    Anche le scolaresche locali avranno la possibilità di visitare lo scavo in esclusiva e di effettuare laboratori tematici sulla storicità e sulla biodiversità dei luoghi.

    “Parte così una nuova operazione scientifica sul nostro territorio chiantigiano – dichiara Vito De Meo, responsabile dell’associazione Via Romea Sanese Accessibile . in una località antichissima, Collepetroso, attestata fin dal X secolo e dalla quale ci aspettiamo importanti risultati, specialmente per quanto riguarda la tarda antichità e l’alto medioevo, con particolare attenzione anche alla prima fase della cristianizzazione in Chianti”.

    “L’area di Collepetroso sita a metà strada tra Radda e Castellina in Chianti – afferma l’archeologo Paolo Medici, direttore scientifico dello scavo – mostra resti importanti di un antico castellare medievale con annesso edificio di culto micaelico”.

    “La località – ricorda – attraversata da una rilevante viabilità storica, è completamente inedita in termini archeologici e le indagini di scavo riguarderanno sia alcuni locali del castellare sia l’area sepolcrale della chiesa. Notevole è la progressione dei ritrovamenti, anche numismatici, emersi durante le indagini preliminari che partono dal I sec. d.C. fino all’epoca moderna, senza escludere tra l’altro una probabile preesistenza etrusca”.

    Lo scavo si svolgerà durante tutto l’arco temporale della concessione, con riposi e turni orari e/o giornalieri programmati dalla direzione scientifica anche in base alle esigenze dei volontari partecipanti.

    Possono partecipare alle attività scientifiche archeologi e studenti di archeologia e beni culturali, mentre eventuali volontari non qualificati potranno partecipare alle attività logistiche di base e di supporto al lavoro degli archeologi in accordo con la direzione scientifica. Possibilità di alloggio gratuito.

    Per organizzazione e info contattare Vito De Meo (3280194591demeovito88@gmail.com). Adesioni entro e non oltre il 30 ottobre.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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