RADDA IN CHIANTI – Il rapporto fra Radda in Chianti e la famiglia Rossinelli è ormai ben consolidato e l’apertura del “Girarrosto” è soltanto l’ultimo tassello di questa lunga storia di investimenti.
“Con l’inaugurazione di quest’ultimo palazzo si chiude il cerchio – ci dice Massimo Rossinelli – è il naturale compimento del percorso che abbiamo intrapreso a Radda ormai molti anni fa”.
Tutto nasce all’inizio di questo millennio con l’acquisto di quello che è oggi il bellissimo Palazzo Leopoldo, così chiamato ispirandosi alla visita che Leopoldo II di Toscana nel 1837 andò a fare alla famiglia Minucci, all’epoca proprietaria dello stabile.
Già un manoscritto del 1433 si riferisce alla struttura come "Ospitale per bambini e viandanti" fondato dall’Istituto degli Innocenti, che diventerà poi nel 1600 una fattoria con una trentina di poderi.
“La nostra filosofia è quella per cui la ristrutturazione è conservazione – prosegue Massimo mentre ci mostra il funzionamento delle porte strallate e i bellissimi pavimenti in cotto – e anche per questo abbiamo mantenuto il nome, "Girarrosto", perché ha la stessa destinazione d’uso che aveva con la famiglia Semplici”.
Il palazzo infatti ha undici camere più ristorante, aperto per il momento soltanto la sera. La caratteristica più significativa della ristrutturazione è quella per cui tutte le camere hanno la vista sulle colline del Chianti, così come la terrazza del ristorante che può essere al chiuso o all’aperto in base alle esigenze.
È inoltre in linea con l’idea di ricevere turisti in strutture all’interno del paese e non fuori, come è invece frequente in Chianti.
Ma da dove nasce l’esigenza di aprire anche un ristorante?: “Con l’inaugurazione della SPA Vignavecchia nell’aprile del 2015 – risponde Massimo – abbiamo cominciato a tenere aperte le nostre strutture tutto l’anno, con ottimi numeri. Spesso però durante i mesi meno turistici i nostri clienti avevano difficoltà a trovare locali aperti. Questo è stato per noi il naturale completamento della nostra offerta a Radda in Chianti".
"Anche perché – conclude Massimo – sono convinto che questo vada nell’interesse di tutti: più offerta c’è e più è probabile che un turista scelga di passare più tempo in questo paese”.
Da oggi quindi il "Girarrosto" ha una nuova vita.
di Emanuele Grazzini
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