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venerdì 1 Luglio 2022
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    Le ha definite il consiglio comunale: favorevole anche alla fusione con Radda e Castellina

    Il Regolamento per l’applicazione e la revisione delle aliquote Imu, e una maggiore equità sociale. Sono stati questi i principali punti all’ordine del giorno del consiglio comunale di Gaiole in Chianti di mercoledì 31 ottobre. A margine della seduta è stata affrontata la discussione sulla riorganizzazione degli enti locali che ha visto un consiglio comunale unanime sulla possibilità di una fusione tra i Comuni di Gaiole, Castellina e Radda in Chianti.


    Il punto principale all’ordine del giorno è stata la discussione del Regolamento per l’applicazione dell’Imu, approvato all’unanimità. “Il Regolamento – ha spiegato il sindaco Michele Pescini – è stato redatto al fine di assicurare i criteri di efficienza, economicità, funzionalità e trasparenza. La base imponibile dell’imposta è stata definita sul valore dell’immobile e sono state stabilite detrazioni per l’abitazione principale e riduzioni per i terreni agricoli in attesa del decreto da parte del Ministero dell’economia e delle finanze e di concerto con il Ministero delle politiche agricole con il quale saranno individuati i Comuni nei quali si applica l’esenzione per i terreni agricoli sulla base dell’altitudine. Il Regolamento stabilisce anche i casi di agevolazione come le abitazioni concesse in uso gratuito a parenti; abitazioni locate con contratto registrato e immobili non produttivi. Infine, su richiesta del contribuente, potrà essere concessa la rateizzazione del pagamento dell’imposta in casi di difficoltà accertata”. Il Regolamento adottato è a disposizione dei cittadini sul sito internet istituzionale.

     


    Durante la seduta i consiglieri hanno approvato, con il voto contrario della minoranza, la revisione delle aliquote dell’Imposta Municipale Propria e una variazione di 65.156 euro al bilancio di previsione 2012, intervenendo sullo stanziamento della previsione Imu in base alle stime effettuate dal Ministero dell’Economia e delle finanze nel mese di ottobre, e accantonando la maggiore entrata a Fondo svalutazione crediti. Il Comune ha deciso di tutelare l’abitazione principale, mantenendo l’aliquota di base allo 0,42% e applicandola anche alle abitazioni oggetto di scambio tra genitori e figli e per le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie e alle case popolari. Per le seconde case locate e per gli immobili non produttivi di reddito fondiario, l’aliquota resterà allo 0,86% così come anche nei casi di abitazioni date in uso gratuito a parenti, fino al primo grado e non più al secondo. Infine, per le abitazioni locate con contratto ad uso abitativo a canone concordato l’aliquota sarà allo 0,76%, mentre per i terreni edificabili e le case sfitte resterà l’aliquota massima dell’1,06%.
     

    Il consiglio comunale ha, inoltre, approvato all’unanimità l’integrazione del programma per l’affidamento degli incarichi esterni. Al fine di raggiungere una maggiore equità sociale, infatti, il Comune affiderà la revisione degli immobili non dichiarati al catasto o che presentano situazioni non coerenti con i classamenti degli atti catastali o con gli elementi per la determinazione della rendita.
     

    A chiudere la seduta è stata la discussione sulla riorganizzazione degli enti locali e il decreto legge 68 della Regione che impone l’esercizio associato delle funzioni fondamentali entro il 2013, tenendo conto degli ambiti di dimensione territoriale e prevede anche intese tra Comuni contermini e della stessa provincia per realizzare la fusione. Sul tema il consiglio si è dimostrato unanime con l’intervento della minoranza che ha appoggiato la proposta della maggioranza favorevole a individuare un percorso condiviso con gli altri Comuni per la fusione tra Gaiole, Radda e Castellina. La soluzione è stata ritenuta unanimemente più vantaggiosa rispetto all’Unione dei Comuni, soprattutto per migliorare i servizi ai cittadini e garantire un futuro al territorio, anche alla luce della prescrizione dello stesso decreto che stabilisce che, a decorrere dal 1 gennaio 2016, in assenza di un’intesa tra i Comuni, la giunta regionale presenterà le proposte di legge di fusione.

    di Redazione

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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