giovedì 13 Agosto 2020
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    “Una storia fra moglie e marito di tanti anni fa… il fantasma di Bruciapassere del Molinlungo”

    Non è un nuovo vino ma una storia vera successa nei primissimi anni ’50 nella località Molinlungo (Popolo dei calcinacci di San Piero in Avenano) sull’incrocio delle strade fra Radda e Gaiole

    Non è un nuovo vino ma una storia vera successa nei primissimi anni ’50 nella località Molinlungo (Popolo dei calcinacci di San Piero in Avenano) sull’incrocio delle strade fra Radda e Gaiole.

    Un tempo luogo vissuto, con abitazioni, magazzini, una falegnameria, una tinaia, per sette secoli di proprietà della famiglia Ricasoli, poi il tutto ceduto, insieme ai possedimenti del castello di Meleto, alla Viticola Toscana, nel 1968.

    Una storia accaduta fra moglie e marito piuttosto in là con gli anni, resi pieni di noia da un inverno fitto di pioggia che riduceva le attività di campagna praticamente a zero.

    Nella noia una sera prende l’idea di anticipare Piero Angela nel viaggio all’interno del corpo umano partendo dal punto più sfizioso e delicato posseduto dalla moglie per vedere con calma come era fatto, mentre, fatta salire su una seggiola, da sotto, con un lume ad olio, il marito ispezionava le fattezze, le misure, gli angoli e gli spigoli di come natura crea.

    Non tenendo conto che il lume ad olio ha fiamma viva e l’odore di bruciato non veniva dalla pentola sulla stufa a legna, ma dal baricentro della moglie, fu allora che passò alla storia come “Bruciapassere del Molinlungo”.

    Il cui fantasma si aggira con la pennata per farsi strada fra rovi, edera, travi e mattoni finiti in terra.

    Andrea Pagliantini

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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