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lunedì 6 Febbraio 2023
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    Premio Letterario Chianti, ecco il calendario degli incontri con i cinque finalisti

    Si comincia sabato 18 febbraio con Giulio Perrone. Quindi gli oltre 300 giurati incontreranno a marzo Marino Magliani e Giorgio Scianna, ad aprile Piera Ventre e Stefania Nardini

    CHIANTI – Gli autori dei testi selezionati in qualità di finalisti della 35esima edizione del Premio Letterario Chianti presenteranno come da tradizione il proprio libro alla Giuria dei Lettori.

    Composta da oltre 300 membri, sarà chiamata a valutare i romanzi e stabilire il vincitore.

    Ecco il calendario ufficiale degli incontri.

    Sabato 18 febbraio, alle ore 17, al Teatro della Filarmonica “Giuseppe Verdi” a San Donato in Poggio, nel comune di Barberino Tavarnelle, i giurati incontreranno Giulio Perrone, autore di “America non torna più” (HarperCollins Editore).

    Sabato 11 marzo, alle 17, presso il Teatro Comunale Niccolini, a San Casciano, l’incontro è con Marino Magliani e “Il cannocchiale del tenente Dumont” (L’orma Editore).

    Sabato 18 marzo, alla stessa ora, nei locali della Società Filarmonica di Gaiole in Chianti: Giorgio Scianna e “Le api non vedono il rosso” (Einaudi Editore).

    Sabato 1 aprile, alle 16.30, al Cinema Teatro Boito di Greve in Chianti, Piera Ventre e “Le stanze del tempo” (Neri Pozza Editore).

    Sabato 22 aprile, alle 17, nel Cinema Comunale di Radda in Chianti, Stefania Nardini e “La combattente” (E/0 Editore).

    La cerimonia di premiazione è prevista sabato 27 maggio, alle 17, nel Cinema Teatro Boito di Greve in Chianti.

    Il Premio Letterario Chianti è promosso dai Comuni di Greve in Chianti, Barberino Tavarnelle, Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Impruneta, Radda in Chianti, San Casciano, Castelnuovo Berardenga, con il coinvolgimento delle loro biblioteche, e dall’Associazione Culturale Stazione di Posta di Firenze.

    La 35esima edizione del Premio è sponsorizzata dal Rotary San Casciano-Chianti, Coop di Greve in Chianti, Società di mutuo soccorso Fratellanza di Greve in Chianti, consiglio regionale della Toscana.

    I 5 libri finalisti

    Marino Magliani, con “Il cannocchiale del Tenente Dumont”, esplora il tema della diserzione o più correttamente, della stanchezza della guerra.

    In cui alle scelte istantanee legate alla sopravvivenza nel combattimento si sostuiscono le scelte, apparentemente brevi, con le quali rigettare quelli che appaiono come diktat della Storia maiuscola.

    “La combattente” di Stefania Nardini porta in risalto il tema della conoscenza dell’altro che ci sta accanto.

    L’idea olistica di un’appartenenza fa i conti con i dolori nascosti dell’altro e dell’altra che pure sono stati e sono vicini per quanto in una stagione di vedovanza.

    Quando ci si ama non tutto si può buttare in chi ci sta accanto: l’approdo a una vita desiderata fa guardare oltre le ferite del passato, ma prima o poi, certo in una forma nuova, bisogna farci i conti, anche sulla cenere.

    Giulio Perrone, in “America non torna più”, svolge la trama di un rapporto tra padre e figlio.

    Non si sa tutto dell’altro, ma si ama ed è ciò che consente di riabbracciare tutto quando la malattia ci consegna l’assenza, il ricordo, l’attesa di ritrovarsi, come un ministero e mistero itineranti.

    Giorgio Scianna, con “Le api non vedono il rosso”, tocca il tema della responsabilità quando si progetta qualcosa che va al di là di noi e dei calcoli che ci davano sicurezza, travolgendo senza volerlo e senza aspettarselo la vita di qualcun altro, qualcuno di molto piccolo: una bambina.

    Scianna prende in esame il “processo” come simbolo non solo di responsabilità oggettive quanto di appuntamento necessario contro l’indifferenza, fosse anche la più buona.

    Piera Ventre, nei racconti de “Le stanze del tempo”, registra la coincidenza tra geografia interiore e dimore, sentimenti e stanze in cui si è vissuti o dove hanno vissuto altri.

    Cosa direbbero le case se potessero parlare, le pareti di una stanza se raccontassero le vite di chi le ha avute come riparo?

    A ben ascoltare, fermandosi, si vedono, si ascoltano e si apprendono molte cose. Poi si aprono le finestre, per far respirare tutto.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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