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venerdì 1 Luglio 2022
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    Covid-19 e futuro: da lunedì 11 gennaio in Toscana ci giochiamo molto (tutto)

    È il D-Day. Quello che darà il via a giorni, settimane, in cui decideremo il nostro futuro. Il carico degli ospedali. I morti che, purtroppo, verranno. Ognuno per la sua parte

    Ci siamo. È arrivato il fischio di inizio della partita più importante che la nostra regione è chiamata a giocare sul “campo” della pandemia da Covid-19.

    E risuonerà domani, lunedì 11 gennaio. Inizio della zona gialla in Toscana. Inizio della didattica in presenza per metà degli studenti delle scuole superiori.

    È il D-Day. Quello che darà il via a giorni, settimane, in cui decideremo il nostro futuro. Il carico degli ospedali. I morti che, purtroppo, verranno.

    Il motivo è presto spiegato: la Toscana arriva a questo appuntamento sulla scorta di settimane di chiusure arancioni e rosse. Quelle delle feste, generalizzate in tutto il Paese, e quelle dovute alle decisioni del Governo in precedenza, che tante polemiche hanno creato anche da noi.

    Settimane che hanno portato a indubbie e inevitabili sofferenze economiche (in particolare di categorie già profondamente segnate dalla pandemia), ma che hanno raffreddato molto la curva dei contagi, costantemente nell’ordine di poche centinaia al giorno.

    Una curva che oggi (ce lo ha ricordato più volte il presidente Eugenio Giani) vede la Toscana come la più virtuosa nel rapporto positivi/tamponi in tutto il Paese. 

    Settimane che hanno portato il carico sanitario a circa 900 pazienti Covid ricoverati negli ospedali di tutta la regione (terapie intensive comprese). A reparti ancora sotto pressione, ma meno in emergenza di ottobre-novembre. 

    Ecco, da qui si parte.

    Da una curva dei contagi che sta rimanendo stabile, mediando fra qualche allentamento che c’è stato comunque nelle feste (i giorni in giallo prima di Natale, qualche contatto in più fra familiari e amici avvenuto comunque fra il 24 e Capodanno) e le zone arancione-rossa che hanno calmierato il tutto.

    E da un livello di ospedalizzati Covid che, comunque, è ben superiore (non dimentichiamolo mai) alle poche decine che c’erano, ad esempio, a settembre. Alla vigilia della terribile “seconda ondata” che è tuttora in corso, e che nei mesi di ottobre e novembre ha fatto paura.

    Quindi, come detto, da lunedì 11 gennaio ci giochiamo molto. Tutto.

    Dipenderà dall’organizzazione dei trasporti, su cui la Regione Toscanaha oggettivamente lavorato e investito.

    Dalle capacità di testing e di screening, e anche qui un po’ si è investito: con le centrali di tracciamento prima e, adesso, con i progetti di tamponi rapidi nelle scuole superiori che dovranno entrare in funzione.

    E quelli sui territori: hanno esordito all’isola d’Elba, hanno proseguito a Sarteano, faranno tappa in molte zone della nostra regione in base alle esigenze.

    Sulle capacità ospedaliere. E anche qui qui con l’apertura del Covid Center e i nuovi posti nell’ospedale Santo Stefano di Prato, quelli a Lucca, inaugurati nelle scorse settimane, una risposta è stata data.

    Basterà? Lo scopriremo a partire, più o meno, dal 18-20 gennaio in poi (non lo dico io, lo dicono gli esperti di statistica che monitorano l’andamento dell’epidemia). Quando si inizieranno a vedere gli impatti sui nuovi contagi della zona gialla e della riapertura delle scuole superiori. 

    Dipende anche da noi, dai nostri comportamenti? Certo che sì.

    Dipende dal modo in cui siamo messi in condizione di rispettare le regole, da come le istituzioni hanno organizzato quello di cui parlavamo sopra? Certo che sì.

    Ognuno di noi, da singolo e come parte di un grande sistema-comunità, è chiamato a dare il suo contributo. Chi organizzando. Chi rispettando mantenendo il più possibile una normalità che, per forza di cose, non potrà essere piena.

    Perché la partita vera si gioca adesso. Dopo un anno di pandemia. Stanchi, spesso sfiduciati, anche arrabbiati alcuni. Ma si gioca adesso.

    Mentre i vaccini stanno iniziando il loro percorso (e sfido chiunque a dire che avrebbe pensato che il 10 gennaio 2021 ci fossero già oltre mezzo milione di persone in Italia ad aver ricevuto la prima dose di un vaccino anti Covid approvato e certificato) la Toscana si appresta ad affrontare il massimo della sua apertura da settimane, mesi a questa parte.

    E sarebbe davvero un peccato perderla, questa partita. 

    In termini di impatto sul nostro sistema ospedaliero. Sulla vita (e la morte) delle persone. Sui ragazzi che tornano ad “assaggiare” la scuola in presenza. Sulle attività economiche. 

    Si scende in campo. Tutti insieme. Vivendo il momento con attenzione. E guardando avanti, a una primavera che tutti speriamo sia il prologo di un’estate-autunno che ognuno di noi immagina (e sogna) indimenticabili.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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